lunedì 27 aprile 2015

Le Cronache di Civettalandia. Dal 6° International Little Owl Symposium in Olanda. (1° Puntata)

Cari amici di gufi e civette, lo scorso mese di marzo (20-22) si è svolto in Olanda il 6° International Little Owl Symposium nella località a sud, Nieuwvliet al quale ho partecipato come realatore con un lavoro scientifico, ma anche come owlstoryteller, pensando a voi.  Prendendo appunti come a scuola ah ah!! Un regalo per tutti gli appassionati... da parte di owlstorytelling.
Un evento, il Simposio Internazionale della Civetta che periodicamente offre a tutti gli studiosi e ricercatori europei di confrontarsi, conoscersi e valutare le diverse situazioni presenti nel proprio Paese, magari la prossima volta proviamo a portarlo in Italia. 
Civetta (ph. Andrea Daina Palermo)
Un confronto di grande, straordinario interesse che quest’anno ha toccato il suo apice se pensate che sono intervenuti esperti di 14 nazioni e tra questi il sottoscritto che ha presentato una review sulla dieta della civetta in Italia, aggiornata al 2014.
Il programma tecnico è stato esaltante, come è stato emozionante e coinvolgente parteciparvi: pensate 415 slides tecniche in 6 ore 30 minuti di grande attenzione.
Qui sotto il programma completo, ovviamente tutte le relazioni (compresa la mia, di cui vi parlerò nell’ultima puntata) sono state presentate in inglese, con circa 20 minuti a disposizione per ciascuno (tra slides e conferenza).
Ora vi presenterò, a puntate, i dettagli di questo interessantissimo convegno, troverete una molte di informazioni davvero importanti, significative analizzando ogni conferenza tenuta dai relatori.


Logo di Stone Associazione di Tutela della Civetta in Olanda, organizzatori dell'evento 

Intanto ecco per voi il programma del Simposio Internazionale che si è svolto in marzo:

ILOWG: 6th Meeting of the International Little Owl Working Group 22 marzo 2015  Olanda

09:00 – 09:10 Welcome 
09:10 – 09:30 Survival, range use and dispersal of little owls in Southern Germany – New insights and implications for conservation  (Beat Naef- Daenzer-CH)
09:30 – 09:50 Little Owls in Portugal  (Ricardo Tomé-P)
09:50 – 10:10 Population dynamics of the Little Owl Athene noctua caused by landscape transformation in the Lviv region (Western Ukraine)  (Andriy-Taras Bashta-UKR)
10:10 – 10:30 Long-term population dynamics of the Little Owl Athene noctua in The Netherlands  (Ronald van Harxen-NL)
10:30 – 11:00 Coffee Break 
11:00 – 11:20 Little Owl in Spain - an overview since 2008  (Hugo Framis-ESP)
11:20 – 11:40 The Danish Little Owl population is declining fast and may soon face extinction (Lars Bo Jacobsen-DK)
11:40 – 12:00 Back from the brink of extinction? The Little Owl in Luxembourg  (Mikis Bastian-LUX)
12:00 – 12:20 Little Owl population trends in Slovakia  (Monika Chrenkova-SK)
13:20 – 13:40 The Little Owl in Britain  (Roy Leigh-UK)
12:20 – 13:20 Lunch 
13:40 – 14:00 22 years of Little Owl research in Flanders, Northern Belgium  (Philippe Smets-B)
14:00 – 14:20 Little Owl Athene noctua in towns of Poland  (Grzywaczewski Grzegorz-PL)
14:20 – 14:40 Knocking on the door of extinction: population dynamics, current research and conservation measures for Little Owl in Central Europe (Martins Salek-CZ)
14:40 – 15:00 The Little Owl in Czech/Austria border area  (Libor Opustil-CZ)
15:00 – 15:20 15 years of trinational conservation work -saving the little owl from extinction in the region of Basel (Françoise Schmit-CH)
15:20 – 15:50 Little Owl in Eastern Poland (Ignacy Kitowski-PL)
15:50 – 16:10 Feeding characteristics of Little Owl (Athene noctua) in Isparta centrum and its surroundings, Turkey (Ali Kayahan-TR)
16:10 – 16:30 Food composition of Little Owl Athene noctua in two agriculture landscapes
16:30 – 16:50 Towards establishing a new UK population estimate  (Gary Clewey-UK)
16:50 – 17:10 Little Owls Athene noctua: nichè trophic in Italy (Marco Mastrorilli-IT)
17:10 – 17:30 Little Owl conservation in Belgium - the movie  (Thierry Votquenne).

Il Simposio si è tenuto in una splendida tenuta agricola nei Polder olandesi. L’evento durato tre giorni ha visto una cena conviviale svolta nella serata del 20 marzo e un’escursione naturalistica sul campo nella serata del 21 e diurna nella mattina del 22. Il giorno clou per il Symposium è stato il 21 marzo. 
Seguendo l’ordine cronologico degli interventi, parto, come un buon Owlstoryteller deve fare, nel raccontarvi i dettagli più curiosi e interessanti delle prime presentazioni che riguardano lo status delle civette in Germania, Portogallo, Ucraina e Olanda. 
Le conferenze sono state tutte interessantissime poiché nel oro insieme hanno fornito un quadro completo dello statu continentale di questa specie che dimostra una fragilità notevole in alcune aree ma anche la capacità dell’uomo in alcune occasioni di fornire soluzione pratiche per favorire la ripresa della specie su scala locale. C’è molto da imparare e c’è tanto, tantissimo da condividere.  
Il chairman è Dries van Nieuwenhuyse, caro amico (che invitai nel lontano 2004 in Italia al convegno della civetta), autore del libro The Little Owl, la bibbia su questa specie, ma è anche uno straordinario motivatore e vera anima di questo simposio. Sarà lui a presentare e introdurre le relazioni di tutti gli ospiti, me compreso! 
Dries e Marco insieme con sullo sfondo il logo di STONE
Partiamo dalla Germania del sud.
Survival, range use and dispersal of little owls in Southern Germany – New insights and implications for conservation  (Beat Naef- Daenzer-CH)
Beat Naef Danzer CH (ph. Marco Mastrorilli)
Si parte alla grande, con una relazione che è il frutto di molti anni di studi sul campo, che permettono di avere una quadro interessante sul trend della specie, ma anche sulla biologia della stessa in questi ecosistemi, tra Svizzera e Germania meridionale, così diversi da quelli del Mediterraneo.
Il monitoraggio evidenzia tra le cose più interessanti che la mortalità elevata allo stadio giovanile (è risaputo che moltissime civette giovani muoiono entro il primo anno di vita, a volte oltre il 70%!) è da attribuirsi in gran parte alla predazione diretta nei nidi o nella fase successiva. Durante la relazione le cifre emerse sono impietose il 76% dei casi di mortalità sono da attribuirsi a predazioni, solo il 6% al traffico veicolare, il 3% a soggetti che muoiono per impatti contro edifici o perché restano chiusi all’interno degli stessi senza possibilità di uscita. Il resto è da attribuirsi a cause varie.
L’aspetto più interessante però è la tecnica di fornire prede direttamente nei nidi per fornire supplementi di alimenti che possano incrementare i tassi d’involo e risultati (poi questa tecnica e i suoi interessanti risultati li troveremo anche in altre relazioni che seguiranno) sono davvero molto positivi. Beat Naef  Daenzer ci illustra che la sopravvivenza nella prima fase, all’interno dei nidi sale moltissimo fornendo prede supplementari. 
Senza il nostro aiuto, ovvero cibo supplementare, la sopravvivenza è del 50% ma sale al 73% con il nostro aiuto!
Se valutiamo i dati guardando i soggetti che passano l’inverno e arrivano a riprodursi la stagioni successiva, si passa dal 28% di sopravvivenza senza il nostro aiuto al 38% quando gli ornitologi intervengono! Questo ci fa capire che gli ornitologi e l’uomo più in generale può essere d’aiuto e non solo il principale fattore limitante per gli Strigiformi.
La seconda conferenza è molto interessante poiché riguarda il Portogallo, area ed ecosistemi che ricordano molto quelli dell’Italia meridionale e insulare.
presentazione dal Portogallo 
Il relatore è uno dei civettologi più conosciuti, Ricardo Tomè che illustra lo status della civetta nel suo Paese evidenziando due ecosistemi principali le aree aride (pseudo-steppe) ove le civette nidificano in accumuli di pietre (come avviene talvolta in Sardegna, Sicilia, Puglia e Lazio) e le aree dove sono presenti anche alberi (campagne alberate come ad esempio gli uliveti, molto frequenti in Portogallo).
Ricardo Tomè (Portogallo)
Nel rapporto di Tomè si evidenziano i diversi comportamenti delle civette nell’uso dei posatoi e nella abilità di muoversi sul terreno per cacciare a seconda se nidificano sul terreno tra le pietre o su alberi. 
Tomè ci riporta anche alla realtà dell’effetto delle predazioni che possono arrivare al 48% (nelle nidiate di civetta) e identifica 3 predatori sugli altri, oltre alla faina che possiamo celebrare come la top Killer di civette, compie stragi anche la Genetta e alcuni casi sono riportati anche da parte della Lucertola ocellata, un lucertolone di grande dimensioni abili e nel muoversi tra le rocce e molto veloce nel divorarsi le uova e i pulli quando sono piccoli.

predatori di civetta in Portogallo
Dal Portogallo ci arrivano anche notizie sui parassiti in particolare, Tomè segnala il rilevamento di Leucocytozoon ziemann nel 36% del campione delle civette analizzate.
I dati discriminando lo stadio giovanile e gli adulti, mostra una netta prevalenza di parassiti negli adulti, lo studio delle parassitosi negli Strigidi è talmente raro che vale la pena di segnalare ogni informazione esistente.

comportamenti di caccia della civetta in Portogallo
La conferenza seguente ci mostra una sorpresa almeno secondo quelle che erano le mie convinzioni, a parlarne è Andriy-Taras Bashta.

la presentazione dello status della Civetta in Ucraina
L’Ucraina è uno di quei nuovi stati formatisi dallo scioglimento dell’URSS e questa situazione ha prodotto notevoli cambiamenti sugli stili di vita di molte persone e la ricerca proposta da Bashta ci mostra un declino pericoloso della civetta in un’area dove in passato aveva un ottimo status demografico. Gli studi condotto in questa regione dell’Ucraina sono impietosi, a metà degli anni ’90 la civetta aveva densità significative con 5,2 / 8,9 maschi cantori per ogni 10 kmq. 
Il recente studio del 2014, ha mostrato un declino minaccioso in questa regione dell’Ucraina, con una densità scesa a 3,2/2,1 maschi cantori per ogni 10 kmq. Come vedete il declino supera il 50% della popolazione!

il decremento nel 2014

Le cause del decremento sono correlate a due fattori principali:
  1. incremento dell’agricoltura intensiva che ha privato le civette di habitat a lei più consoni.
  2. non meno rilevante il declino si lega all’abbandono delle campagne con una fenomeno di riforestazione (regrassing) o persino di urbanizzazione con strutture ed edifici meno idonei dei precedenti a favorire la nidificazione della civetta.
Andriy-Taras Bashta
Il declino della civetta purtroppo, come vedremo in altre relazioni che seguiranno, si sta manifestando anche in altre aree continentali, Simposi come questi servono anche per valutare l’importanza di strategie di conservazione su scala locale e internazionale e per valutare quali misure di tutela risultano più funzionali.
L’ultima delle conferenze che vi presento in questa puntata è tra le più belle e complete; la presenta il gruppo Stone (l’associazione olandese che organizza il Simposio)... quindi giocano in casa! Ma il relatore Ronald van Harxen è davvero un grande ed ascoltarlo è un vero piacere; si vede che conosce le civette in modo davvero approfondito.

Ronald van Harxen
Questa conferenza darà modo a Ronald van Harxen di dare un’idea di come si svolgono in modo perfetto le ricerche su scala nazionale con un gruppo di lavoro appassionato. Stone è un modello assoluto da seguire ed una delle anime di questo Simposio.
Si parte dalla stima delle popolazione olandese che oscilla tra le 7.000 e 9.000 coppie, ma la comunità olandese è divisa per aree in modo molto preciso.
Impressionante il grafico del loro lavoro sul campo per salvare le civette olandesi; pensate che Stone e gli olandesi hanno messo oltre 1400 nidi artificiali, un progetto partito nel lontano 1973, ma ci pensate una ricerca e un impegno di tutela che dura da qualcosa come 52 anni! Di fronte a queste cifre si impallidisce! 

l'incredibile campione nidi artificiali in Olanda
Pensate che hanno dati relativi alle deposizione e su un campione di ben 11.048  uova deposte,hanno una dato medio di deposizione di 3,71 uova.
Interessante quanto emerso anche in relazione alla mortalità giovanile, dove è stata rilevato un incremento della predazione da parte della faina, la quale probabilmente si è abituata ai nidi artificiali e cerca di sfruttarli a suo vantaggio. Nel frattempo ovviamente gli olandesi hanno tentato di porre riparo costruendo nidi con speciali sistemi di protezione. 
Altro dato interessante è la mortalità giovanile con animali morti per annegamento all’interno di secchi, pozze, fontane ecc.. per limitare tale fenomeno che porta ad una mortalità superiore al 10%, gli olandesi hanno predisposto alcune tecniche particolari che servono ad aiutare le civette. Ho raccolto foto e video in tal senso e quindi di questo vi parlerò in un video speciale che uscirà a breve su GUFOTUBE.

la mortalità dei giovani di civetta in Olanda
Gli olandesi sono stati anche tra i primi in Europa a monitorare i nidi con strumenti visuali (cam e videocamere) e in oltre 11 anni hanno scoperto che le civette olandesi hanno comunque una dieta molto varia. Micromammiferi e invertebrati costituiscono la porzione più rilevante, ma mentre ortotteri e coleotteri sono meno presenti rispetto alle aree xerotermiche del Mediterraneo, trovano ampio spazio in questi banchetti per civette i lombrichi e le larve. Tra le curiosità predazioni significative di rane e persino di salamandre!
Oltre a produrre molti libri (di alcuni di essi farò recensioni prossimamente) troviamo un interessante azione con le cam nei nidi che trovate in questo link http://www.noctua.org/webcam6.html   Buona visione!
La prima parte del Simposio si interrompe per una pausa caffè e anche noi sul blog, ci ritroveremo più avanti per la prossima puntata con altri interessanti resoconti. Seguitemi sempre su Owlstorytelling, per ricevere altri dettagli sulla conferenza potete contattarmi qui. Diventate lettori fissi, basta clikkare sulla destra.