giovedì 30 luglio 2015

Alla ricerca del gufo bianco

Quando si studiano e si osservano gli uccelli, non si può restare indifferenti a quella meravigliosa invenzione della natura che è il piumaggio. Una macchina perfetta per il volo, per nascondersi, per termoregolatore il proprio corpo, per comunicare nei pattern nuziali e riproduttivi e in molti altri contesti.
Il colore delle penne, come sappiamo, è fondamentale nella vita dei rapaci notturni, perché li aiuta a nascondersi agli occhi di prede e predatori, ma esistono alcuni individui che esibiscono sorprendentemente colorazioni del piumaggio davvero insolite. 
Invero osservando i piumaggi esiste quello che viene definito un range di variabilità, con uccelli che possono avere alcune differenze nei colori. In alcuni Strigidi, esistono i morfismi di colore (dei quali vi parlerò in un altro post), che ci permettono di osservare  assioli o allocchi con piumaggi rossi o grigi. 
Ma quando il colore assume tonalità davvero diverse o livree bianco candide o sbiancate, si esce da quella forma di piumaggio che abitualmente potremmo definire normale o regolare.
Stiamo parlando di gufi, civette, allocchi che si presentano con piumaggi bianco candido o con colori che paiono molto sbiaditi, quasi candeggiati. 
Nel primo caso ci riferiamo ad individui albini, mentre nel secondo caso ci riferiamo a soggetti leucistici. Entrambi rari in natura, possono essere avvistati in natura e costituiscono un vero interrogativo per molti osservatori meno esperti.
Una civetta leucistica fotografata in Sardegna (ph. Andrea Lai)
Ovviamente non parliamo dei gufi delle nevi, che bianchi lo sono diventati dopo milioni di anni di evoluzione genetica e adattamento ad un habitat ostile, glaciale e bianco!
Gli individui albini (il termine deriva dal termine latino albus: bianco) è risaputo presentano un colore bianco del piumaggio e la colorazione dell’iride è rossa. Tale colorazione del piumaggio è dovuta ad una anomalia congenita di un gene recessivo che inibisce la produzione della tirosinasi, un aminoacido che inficia la sintesi della melanina, che è alla base di molti colori negli uccelli come ricordavano Holt et al. 1995.
Alaya & Mikkola in un loro celebre lavoro sull’albinismo dei gufi, presentano 4 diversi tipologie di albinismo:
1. albinismo totale simultaneo mancanza di una piena melanina dagli occhi, pelle e piume. Questa è la forma più rara. Gross (1965) riportava nel screening scientifico solo il 7% su oltre 1847 episodi di albinismo aviario. 
2. albinismo incompleto quando la melanina non manca contemporaneamente negli occhi nella pelle e nel piumaggio. 
3. albinismo imperfetto quando la melanina è ridotta e si può trovare negli occhi, nella pelle e nel piumaggio.
4. albinismo parziale, quando è localizzato ad alcune zone del corpo (Mueller & Hutt 1941).
In altri casi possiamo rinvenire alcuni gufi o allocchi, che mostrano colorazioni diverse da quelle peculiari della specie. In questi casi i rapaci notturni possono denotare una forma di leucismo. Si tratta di una anomalia del piumaggio, con colori molto pallidi, che danno l’idea di un piumaggio quasi candeggiato, perché le colorazioni, ad esempi, delle barrature sono presenti, si intravedono ma sono fortemente sbiadite. Anche i tarsi, le zampe e altri parti nude evidenziano colorazioni più sbiadite.
Qui vi riporto una splendida fotografia scattata negli Usa, da Michael Furtman, un celebre fotografo di anatidi e uccelli acquatici (foto pubblicata nel mio libro sul piumaggio dal titolo Non volare nasconditi).
Allocco barrato leucistico fotografato in Minnesota (ph. Michael Furtman)
In questo caso Michael, mi ha raccontato che questo allocco barrato leucistico era entrato nel suo giardino e lui, abituato a catturare acquatici per inanellarli per scopi scientifici, è riuscito con una rete a catturarlo e lo ha portato in un bosco selvaggio al di fuori del centro abitato, in modo tale che il suo colore non potesse diventare un motivo per creargli disagi, scherzi da parte di essere umani o peggio di tentativi di uccisione.
Un’altra storia interessante è la foto di Andrea Lai di questa civetta leucistica, fotografata in coppia con una civetta dal piumaggio normale, in Sardegna. 

Una coppia di civetta leucistica e una con il piumaggio normale in Sardegna (ph. Andrea Lai)
Per due stagioni riproduttive il fotografo sardo le ha viste, osservate e fotografate e questa immagine ci presenta un individuo, che come mi ricordava Andrea era facilmente visibile anche a grande distanza. Uno dei problemi, infatti, che si viene a generare è legato al fatto che questi animali diventano davvero molto visivi, perdendo completamente o parzialmente il loro mimetismo, fondamentale per sopravvivere.
In questo link, potete invece vedere un curioso caso di una civetta nana, fotografata nel gennaio 2011 da Massimo Favaron sulle Alpi lombarde, con un piumaggio evidentemente caratterizzato da una forma leucistica.
Parlando di fenomeni di leucismo nei gufi dobbiamo riportare quanto accadde nell’inverno del 2004-2005, ovvero in presenza di un invasione di allocchi di Lapponia in quello stato vennero registrati un numero di casi di individui leucistici o con anomalie di piumaggio (anche un caso di un individuo melanico) statisticamente levato nel campione monitorato. 
Le invasioni di cui parliamo, sono fenomeni che si registrano sopratutto con le specie nordiche, a prescindere dalla regione zoogeografica (neoartica ovvero Nord America o Paleartica la zona che comprende anche la nostra Europa), e si registrano in alcune stagioni invernali vere invasioni numericamente rilevanti di alcuni gufi che scendono dalle regioni più fredde verso zone un po’ più miti. Anche se parlando dell’inverno del Minnesota parliamo di aree che scendono anche 20° sotto zero, ma certo più calde rispetto alle aree di wilderness del Canada dove vivono questi animali. 
Ma torniamo a noi, in quell’inverno in Minnesota furono registrati 5225 individui e di questi almeno una decina presentavano forme di leucismo (oltre ad altri individui con anomalie cromatiche), le statistiche proposte da valenti ricercatori americani (Michener & Michener, 1936) ci suggeriscono che in media il leucismo incide in una percentuale davvero molto bassa valutata nello 0,05%. 
Questa differenza ci fa capire l’eccezionalità dell’episodio e persino che, come avvallato da alcuni autori, il fenomeno di leucismo può essere maggiormente frequente in alcune specie, ad esempio negli specie del genere Strix
Chiunque volesse approfondire questa tematica potrà farlo leggendo il mio libro Non volare nasconditi, oppure se trovate e fotografate un rapace notturno con questi colori anomali non esitate a contattarmi scrivetemi qui. Se volete collaborare alle nostre ricerche, partecipate basta scrivermi qui, le porte a volontari, stagisti e tesisti sono sempre aperte. 
Qualche riferimento bibliografico importante per approfondire l’argomento:
Michener, H. & J. R. Michener. 1936. Abnormalities in birds. The Condor 38:102–109.
Mueller, C.D.; Hutt, F.B. 1941. Genetics of the fowl, sex-linked imperfect melanism. Journal of Heredity. 32: 71-80. 
Holt, D.W.; Robertson, M.W.; Ricks, J.T. 1995. Albino Eastern Screech-owl, Otus asio. Canadian Field-Naturalist. 109(1): 121-122. 
ALAJA, P. & H. MIKKOLA. 1997. Albinism in the Great Gray Owl(Strix nebulosa) and other owls, p. 33-37. In: J.R. DUNCAN; D.H.JOHNSON & T.H. NICHOLLS (Eds). Biology and conservation ofowls of the Northern hemisphere. Washington, D.C., USDAForest Service, General Technical Report NC-190, 632p.
Mikkola, H. 2003. Color variation in owls: albinism and melanism. Pages 137–141. In Duncan, J. R. Owls of the World. Their lives, behavior and survival. Fire- fly Books Inc. Buffalo, NY. 319 pp. 

mercoledì 29 luglio 2015

Trailer 5•Festival dei Gufi 2015

Cari amici quest'anno torna il FESTIVAL DEI GUFI
il 26 e 27 settembre l'evento più grande, spettacolare al mondo dedicato ai rapaci notturni...
con ospiti legati al mondo ornitologico davvero importanti
David  H Johnson (direttore del Global Owl Project)
Roar Solheim (Direttore Museo Norvegia Storia Naturale e grande esperto di Allocco di Lapponia)
Karla Bloem (Direttrice international Owl Center)
Hein Bloem (Uno dei membri del WOC World Owl Conference)
e poi
Emanuele Biggi conduttore di GEO & GEO
ma anche bravissimi fotografi naturalisti..
pittori, artisti, artigiani...  un evento imperdibile!
per info scrivere qui 
vi aspettiamo.... e ora godetevi 60 secondi di trailer!!!






lunedì 20 luglio 2015

Se San Francesco mette lo zampino, Gatti e Gufi sbancano il Premio di letteratura naturalistica nazionale Parco Majella 2015. Vincere il primo premio insieme, a Valerio Massimo Manfredi, una gioia celestiale

Tutto è cominciato, quando è arrivata una telefonata lo scorso giugno, che annunciava che il mio ultimo libro, Gatti e Gufi, era stato selezionato come opera finalista del concorso nazionale di letteratura naturalistica Premio Parco Majella, il più prestigioso del settore, nel nostro Paese. 
Per capire il valore del premio, basta scorrere l’albo d’oro e ricordare che hanno vinto, tra gli altri, alcuni mostri sacri della natura italiana come Grazia Francescato, Fulco Pratesi e Francesco Petretti, Ermete Realacci e con presidenti di giuria di grande prestigio come Dacia Maraini, Alda D'Eusanio o Enzo De Caro e ancora Grazia Francescato.
Emozione, adrenalina e gioia: miscellanea di piacevoli sentimenti! 
Valerio Massimo Manfredi, uno dei più famosi scrittori italiani e 1° premio sez. Narrativa,
il Presidente del Premio Antonio d'Amico e Marco Mastrorilli vincitore 1° premio sez. Saggistica
La telefonata mi aveva riempito di gioia, ma il crescendo è proseguito con la mail ufficiale di comunicazione da parte degli organizzatori del premio, che ufficializzava che il mio libro Gatti e Gufi, era stata inserito nella terna dei vincitori!
Gatti e Gufi vincerà certamente un premio e, per un "gufologo" guida ambientale escursionista  Aigae, collaboratore della Rivista della Natura nonchè Youtuber, è una grande gratificazione.
A questo punto punto la gioia, è talmente elevata che qualsiasi sarà il risultato finale, primo, secondo o terzo, sarei  comunque felice.
Anche perché fino al 18 luglio, alla sera di gala e premiazione di Abbateggio (Pescara), non si potranno conoscere i vincitori, anzi fino a pochi giorni prima, nemmeno potrò conoscere gli altri concorrenti nella terna finalista della sezione saggistica.
Poster da affissione del Premio letterario Parco Majella 2015 
Una gioia ancor più grande, anche perché ci siamo arrivati con una casa editrice minuscola, come la Noctua e non editori prestigiosi, peraltro presenti alla premiazione, come Mondadori, Sellerio (quella di Montalbano!), Franco Angeli, ecc...
Non vedo l’ora che arrivi il fatidico 18 luglio per andare di persona ad Abbateggio, nel cuore dell’Abruzzo per vivere questa grande avventura.
Ma ci pensate? 
Amo i libri da sempre, sono un cult per me, per quello che rappresentano, per quello che trasmettono, per quello che riescono ad insegnarti. Vincere un premio letterario è una porta che si apre verso la realizzazione di un sogno.
Uno dei portoni storici di Abbateggio (ph. M.Mastrorilli)
Io e Stefania siamo pronti alla partenza, considerando che Abbateggio è uno dei Borghi più belli d’Italia e si trova è nel cuore dell’Abruzzo e non è certo dietro l’angolo, decidiamo  di sostare in Umbria per smembrare il lungo viaggio in due tappe. Abbateggio è vicino alla “sacra montagna dei romani” la grande madre: la Majella a cui è dedicato il Premio, ma per vivere alcuni esperienze mistiche particolari ci fermiamo nella terra di un santo che troveremo protagonista, anche durante la premiazione di Gatti e Gufi.
Infatti con Stefania, decidiamo di visitare la terra di San Francesco, ed oltre ad Assisi dove rimango impressionato dallo splendore della basilica inferiore, ci rechiamo a Montefalco, cittadina splendida, più vera e meno sfruttata dal pressing turistico rispetto ad Assisi e Gubbio, che mi lascia senza fiato e non mi riferisco al caldo.
Montefalco è incastonata in uno splendido scenario, modellato da ulivi e selciati di viottoli che si arrampicano sino al Complesso museale di San Francesco. Un museo di quelli considerati minori, ma che minori di certo non sono, uno di quei gioielli incredibili che rendono unica l’Italia.
Ma quanti lo conoscono?
Pensate che due opere non ci sono perché prestate una a Milano per EXPO 2015 (prelevato da Sgarbi) e una a Torino per l'Ostensione della Sacra Sindone.
Vi chiederete... ma cosa c'entra San Francesco con i gufi e il mio libro Gatti e Gufi???
C'entra eccome! E lo scoprirete leggendo questo post.
I segnali ci hanno condotto ad Assisi, a Montefalco e come vedrete i gufi e San Francesco torneranno protagonisti, insieme nella serata del galà conclusivo di Abbateggio!
La visita di Montefalco, ci porta nel luogo che mi ha colpito di più in Umbria e qui sarà particolare entrare nella chiesa San Francesco (XIV secolo), dove troviamo la vita di questo Santo raffigurata negli affreschi ormai celebri del ciclo absidale con Storie della vita di San Francesco di Benozzo Gozzoli (1452) e alla splendida Natività del Perugino. 

la Natività con l'eterno in gloria tra gli angeli e l'annunciazione di Pietro Vannucci detto Il Perugino (ph. Marco Mastrorilli)
Storie della vita di San Francesco di Benozzo Gozzoli (1452) La predica agli uccelli di San Francesco
In particolare La predica agli uccelli sarà un qualcosa che attrae me e Stefania davvero irresistibilmente e sono convinto che qualche energia si sia instaurata tra noi e quell’opera.
Questo angolo dell’Umbria ci legherà ad Abbateggio e al premio finale. 
I segnali si materializzeranno durante la serata e persino nel momento della mia premiazione, lo vedrete. Non può essere un caso! 
Torniamo a noi.
Giungiamo venerdì 17 luglio, nel paesino di San Valentino: nel cuore della notte. Il caldo sembra stemperarsi tra i muri bianchi del Duomo, che si trova a fianco dell’accogliente  B&B Porta Majella che scopriremo anch’esso avere un legame gufoso! 
nel B&B trovate molti gufi...qui la colazione di Stefania con tovaglia gufosa!
Questo bel paese sulle colline abruzzesi è a 5 minuti da Abbateggio, ma stanchezza e caldo ci hanno letteralmente narcotizzati e non vediamo l’ora di lasciarci coccolare dalle morbide braccia di Orfeo! 
La notte passa veloce, anche perché l’adrenalina e l’attesa da premio è tale che la mia sveglia biologica suona alle 6:00. Mentre Stefania è ancora in camera, inizio un un tour mattutino a piedi, per San Valentino (borgo e Duomo davvero splendidi), vorrei prendere il giornale ma mi informano che è troppo presto anche per i quotidiani. 
Ecco che però faccio un incontro premonitore, un bel gatto nero, un po' accaldato anche lui, lo fotografo e metto la sua foto sul mio profilo Facebook! E' un segno di buon auspicio come vedremo! 

Gatto nero in Piazza del Duomo a san Valentino (Abruzzo. Ph. M.Mastrorilli)
A questo punto prendo l’auto e mi reco ad Abbateggio, annoverato nella lista dei “borghi più belli d’Italia” e sede del galà che si svolgerà nella serata. Vi garantisco che ammirando la bellezza di Abbateggio, tal riconoscimento è davvero meritato.
Questa piccola cittadina si adagia su un dolce promontorio, quasi la prua di una nave che deve solcare un mare di colline che, del resto, in epoca antica erano veramente sommerse dal mare! In epoca preistorica sulle aspre e verdi montagne del Parco Nazionale della Majella nuotavano gli squali, come dimostrano i reperti fossili, raccolti in diverse zone qua attorno.
Abbateggio è circondata da campagna, i coltivi qui assumono un sapore particolare e sapete perchè? 
Perchè questo è un comune speciale: nell’ordine alfabetico di tutti i comuni italiani è il primo in assoluto, ma come traspare dal cartello di indicazione turistica, è anche il paese del farro (una produzione favolosa come degusterò la sera stessa) e ovviamente del premio nazionale di letteratura naturalistica Parco Majella.
Entro in punta di piedi nel borgo che è molto piccolo, ma è davvero splendido, un insieme di case strette, sembrano quasi stringersi per il desiderio di accoglierti. 
Due passi a piedi, qualche foto, qualche incontro con gli abitanti cordiali, sorridenti. Una signora che si chiama Anna, addirittura mi chiede come mi chiamo. Sembra incuriosita, magari mi collega al Premio e pensa che sia qualche personaggio famoso, un divo Tv che gira per Abbateggio, ma sono solo un owlstoryteller! 
Ovviamente contraccambio saluti e chiedo anch’io il suo nome. Generazioni a confronti in un casuale incontro mattutino in un borgo senza tempo.
Mi sento turista, osservatore, fotografo ma anche amico in un paese che ti accoglie con gioia tra i ciottoli di piccole stradine, che si tuffano in discese vertiginose e salite che appagano la vista. Dietro ogni angolo, dietro ogni muro, hai la sensazione di scoprire un angolo meritevole di uno scatto, ma invero sono nascosti gli sforzi di una cittadina piena di storie da raccontare come dimostra la tradizione legata alle attività minerarie, celebrate poco più in alto del centro, in un bel museo minerario. Ma oggi sono qui per ritirare un premio e quindi si rientra alla base, perché questo premio verrà consegnato, non dimentichiamolo, in uno dei giorni designati, dai guru della meteorologia, come tra i più caldi del secolo. 
L’appuntamento ufficiale è alle 18.30 per la conferenza stampa. Si svolgerà nella sala consigliare del Municipio di Abbateggio: chissà se scoprirò qualcosa sul vincitore. Se riuscirò ad intuire chi ha vinto il premio.
Arriviamo alle 18.20, io e Stefania, siamo in lieve anticipo. Scendendo lungo la ripida stradina che conduce al Municipio, passiamo davanti al palco, ormai pronto per la premiazione della sera. Gli ultimi preparativi e attenzioni sono per luci e l’impianto audio e alcune signore lavorano per stendere il red carpet che in realtà è green!
Ormai è quasi tutto pronto. 
Alcune persone in giacca e cravatta si aggirano per il borgo. 
Abbateggio è un gioiello, ma piccolo piccolo e gira e rigira, sebbene nessuno voglia arrivare troppo presto, ci ritroviamo tutti nella sala della conferenza stampa. 
Giurati, giornalisti e scrittori nella sala consigliare. 
Io e Stefania, che siamo entrati tra i primi ci siamo conquistati un posto privilegiato sul lato sinistro della sala.Forse il più invidiato, perché siamo a fianco della finestra da cui soffia l’unico alito di fresco in una sala gremita in ogni ordine di posto. 
La premessa alla conferenza stampa, serve ad Antonio Di Marco, sindaco e presidente della Provincia di Pescara e vera anima di questo premio, per “narrare” la storia di questo ambito “apogeo” letterario e scoprire così, che essendo giunto al 18° anno, il premio è divenuto quest’anno maggiorenne. 
La giuria del Premio Majella 2015 presieduta dal rettore dell'Università di Teramo Luciano D'Amico 
La sequenza delle grandi penne verdi che si sono succedute nell’albo d’oro di questo premio letterario nazionale, rende ancor più accesa ed intensa l’attesa e quindi immaginate la soddisfazione immensa per me essere qui.
Questo è il premio per eccellenza per le penne verdi, ovvero per tutti coloro che scrivono di Natura, quindi è profusa dal mio cuore, gioia allo stato puro.
La conferenza stampa, serve anche alla giuria per spiegare il grande lavoro svolto con oltre 50 opere da studiare, leggere, valutare e infine inserire nelle terna dei vincitori...per arrivare a designare il libro migliore. 
Due le sezioni premiate: una di narrativa e nelle terna c’è un vero BIG dell’editoria italiana, Valerio Massimo Manfredi, seduto davanti a me, mentre l’altra sezione è la saggistica edita, quella dove concorre il mio libro Gatti e Gufi.
I giurati, presieduti da Luciano D'amico, rettore dell'Università di Teramo, iniziano parlando dei libri di narrativa con grande enfasi e lasciano trasparire, che tra le opere presentate erano numerose alcune di grande livello. 
Poi si arriva a parlare dei libri di saggistica. 
Si comincia parlando del saggio Il clima cambia le città. Strategie di adattamento e mitigazione nella pianificazione urbanistica a cura di Francesco Musco ed Edoardo Zanchini, docenti universitari, che hanno scritto un grande tomo sul clima e l’uomo. Argomento di attualità. Poi i giurati si soffermano su un altro libro: Con-vivere. L’allevamento del futuro di Carla De Benedictis, Francesca Pisseri, Pietro Venezia, Arianna Editrice opera di un tris d’autori, tre abili e sapienti veterinari che hanno scritto un opera sull’etica veterinaria. 
Ma al primo ascolto nessun giurato cita Gatti e Gufi... Sigh! 
La delusione è grande e tra me penso: "Se nemmeno lo hanno citato, figuriamoci se posso arrivare primo, temo che anche il secondo posto... sia andato! Comunque essere qui è già una bella soddisfazione!" Guardo Stefania che, al contrario, è molto concentrata. Mi confesserà poi che era intenta a desiderare che quel trofeo, posto lì in bella vista, venisse assegnato al sottoscritto.
Poi intervengono, altri giurati che parlando di Gatti e Gufi, ne parlano bene come di un’opera che li ha sorpresi per semplicità del linguaggio, per piacevolezza e scorrevolezza di lettura e per la grande utilità che potrebbe avere nella didattica scolastica! Qui mi risollevo un pochino, ma altri due giurati pubblicamente evidenziano l’importanza di premiare un’opera che possa avere un legame diretto tra uomo e natura. Anche questa stoccata sembra relegare il mio libro, che è un saggio di etologia, al terzo posto. Ormai ne sono convinto. 
La conferenza stampa dopo oltre un’ora e mezzo di interessanti dialoghi è finita ed io e Stefania facciamo un volata per cambiarci: stasera ci vuole giacca e cravatta e per il vostro owlstoryteller è un evento!
Marco in giacca e cravatta!!! Il vostro owlstoryteller in tenuta da gala!
Alle 20.30 circa siamo in piazza per la premiazione...prendiamo posto.... e si comincia un tuffo in una notte elettrizzante!
Presenta Antimo Amore, famoso giornalista di RAI 3 ed è presente anche la troupe televisiva di RAI 3 Regione che filma la premiazione.
Comincia persino a far fresco, il sole è calato e la platea è ormai gremita in ogni ordine di posto: le signore sfoggiano abiti lunghi da sera e trucchi sfavillanti, mentre i maschietti sono impettiti con cravatte e giacche che rendono l’atmosfera molto charmant. Sono presenti il presidente del Parco Nazionale della Majella, il presidente nazionale di tutte le Proloco italiane, il prefetto di Pescara e persino l’onorevole Grazia Francescato, già vincitrice del premio nel lontano 2004.
Si comincia con i premi speciali della sezione narrativa.
Ci sarà la brava attrice Lea Del Greco che leggera brani tratti da tutte le opere premiate.
La prima scrittrice a salire sul palco è Annunziata D’Alessio con l’opera Berenice in mezzo ai lupi. (La Caravella Editrice). Annunziata D’Alessio ritira il premio e, del tutto inatteso, si genera un primo segnale spirituale. L’autrice ha già ritirato il premio, dovrebbe scendere dal palco, ma con un colpo di coda, chiede per un attimo la parola e regala al Presidente Di Marco una sua pubblicazione sull’enciclica di Papa Francesco, liberamente ispirata alle opere di San Francesco, che trova il suo spazio in questo palco green. 
Annunziata d'Alessio: un primo segnale di una serata dove San Francesco ci mette lo zampino con Antimo Amore
Il sindaco nonché presidente della provincia, Antonio Di Marco prende la parola, ringrazia la dott.ssa D’Alessio e annuncia che San Francesco tornerà protagonista in un momento speciale della nostra serata, ma in quell’istante non ho ancora percepito quel che accadrà, perché quel momento riguarderà Gatti e Gufi, quindi se non siete stanchi, continuate a seguire questa cronaca.
La premiazione... entra nel vivo: si comincia con la terna. Il terzo, il secondo e si arriva al vincitore. 
The winner is... Valerio Massimo Manfredi con  Otel Bruni edito da Mondadori.
Ecco la classifica.
SEZIONE A – NARRATIVA EDITA
VINCITORI 
1° premio Otel Bruni di Valerio Massimo Manfredi, Casa Editrice Mondadori
2° premio Diospolis. Una storia del VI sec. a.C. di Giancarlo Giuliani, Casa Editrice Tabula Fati
3° premio  Il colore della lavanda di Vito Antonio Gastaldi, Casa Editrice Robin Edizioni
Finalisti
Oceano di Francesco Vidotto Casa Editrice, Minerva Edizioni
Berenice in mezzo ai lupi di Annunziata D’Alessio, La Caravella Editrice

Valerio Massimo Manfredi, uno dei più grandi scrittori italiani dei nostri tempi, già vincitore di numerosi premi letterari e dell’ambito Premio Bancarella, la sua contabilità libraria ci dice che ha venduto oltre 12 milioni di libri! 
La premiazione di Valerio Massimo Manfredi, a sx il prefetto di Pescara, il presidente Di Marco e a dx Antimo Amore.
Il suo libro, come spiegherà nella breve intervista rilasciata sul palco, è dedicato alla vita di sua nonna al quale è anche ispirato, essendo una storia vera. Un affresco storico su una famiglia del Novecento e uno screening sociale reso armonico e passionale da una delle penne più illuminate ed ispirate del panorama letterario italiano. Da oggi anche penna verde, come recita lo slogan di Abbateggio.
In quel momento, mentre Lea del Greco, bravissima attrice, legge un brano estratto da Otel Bruni di Valerio Massimo Manfredi, ti rendi conto dell’onore di essere qui.
veduta di Abbateggio (ph. M.Mastrorilli)
Tuttavia l’agitazione legata al premio passa, perché sono davvero convinto che arriverò terzo e ne sarò comunque felice, anzi molto felice.
In un attimo nella mia mente si staglia l’idea sto pensando che sarebbe un sogno vincere, mi immagino a scattare la foto del duo vincitore con Valerio Massimo Manfredi: ma il raziocinio mi induce a riflettere, ho scritto Gatti e Gufi, edito dalla piccola e sconosciuta Noctua, sembra un confronto tra Davide e Golia!
Dentro di me sorrido, la premiazione va avanti con premi speciali, con l’assegnazione della medaglia della Repubblica e poi si arriva alla sezione saggistica. 
Ci siamo.
Con Stefania mi sono confrontato, per abbassare la tensione, sul percorso migliore per uscire dalle file degli spettatori ed arrivare al palco senza inciampare in qualche cavo e... finire a Paperissima.
Ma il momento è arrivato e poiché credo di essere terzo, mi sa che tocca proprio a me, da qui a pochi secondi. 
Ecco che Antimo Amore, sta per annunciare il nome, incredibile, ma vero... non sono io!
Al terzo posto si classifica Il clima cambia le città. Strategie di adattamento e mitigazione nella pianificazione urbanistica a cura di Francesco Musco ed Edoardo Zanchini.
Dai ma è fantastico, non sono terzo! Male che vada arrivo secondo, ma nel mio intimo qualche pensiero di vittoria inizia ad affiorare. 
Ma non se sono molto convinto. Stefania al mio fianco “ whatsappa” con Giulia, cresce l’attesa. Restano in lizza Gatti e Gufi e Con-vivere. L’allevamento del futuro pubblicazione scritta a 6 mani da abili veterinari.
Il presentatore annuncia che secondi si...
classificano...
tre autori...ecc ecc... 
Siiiiiii Ho vinto! Primo premio... incredibile ma vero!!! Gatti e Gufi sbancano il Premio Parco Majella! 
Il Tholos d'oro del premio Lett. nazionale Parco Majella 2015 è assegnato a Marco Mastrorilli per Gatti e Gufi (ediz. Noctua).
Io e Stefania siamo seduto vicini vorremo abbracciarci e lo facciamo con lo sguardo.
Credetemi intenso. Amo questa donna, se sono qui lo devo a lei.
Che soddisfazione! Non riesco a crederci, ma sono primo!
Il tempo passa. In pochi minuti si arriva all’annuncio del primo premio.
Vince il primo Premio Marco Mastrorilli con Gatti e Gufi edito da Noctua!
Non potete immaginare la gioia!
Ragiungo il palco.
Smarrisco la mia proverbiale calma e pacatezza nel parlare al pubblico e sono davvero emozionato. Non mi capita spesso. Rispetto al premio che ho vinto in America poci mesi fa, prestigioso, incredibile e indimenticabile, questo è ed era inatteso, insperato e quindi la gioia si decuplica.
Salgo sul palco, ascolto la giuria che legge il verdetto e ascolto un mio brano tratto dal libro e letto dall’attrice Lea del Greco e poi...
Ma le sorprese non sono finite: arriva un altro momento  magico.
Sale sul palco Grazia Francescato, onorevole, una delle più grandi naturaliste e ambientaliste italiane di sempre: sarà lei a premiarmi.
Sembra davvero un sogno! 
Grazia Francescato mi consegna il Tholos d’oro. Il premio Tholos è una raffigurazione dei tholos costruzioni tipiche della campagne abruzzesi, simili ai Trulli, e simbolo ufficiale del Premio Majella. 
il Tholos: tipico di questa zona diventa simbolo del Premio: il Talos d'oro!
Durante le due chiacchiere sul palco inizia a trattare di gufi scherzando sull’uso ironico e iettatore operato da Renzi, che pensa ai gufi portasfortuna (ed invece sapete benissimo che portano fortuna!). Ma Grazia Francescato, donna di grande cultura, affronta una tematica davvero importante, parlando della conferenza di Parigi di fine anno, legata al riscaldamento globale del Pianeta.
Marco Mastrorilli e l'On. Grazia Francescato 
La conferenza di Parigi parlerà del clima che sta cambiando e come mi ha confidato in una chiacchierata a fine premiazione i grandi esperti prevedono lo scioglimento dalla calotta artica, che avverrà molto prima di quanto si potesse immaginare, forse già nel prossimo decennio. 
Urge un intervento drastico, dobbiamo modificare il nostro modo di vivere o sarà la fine di tutto.
Sul palco, Grazia Francescato, mentre parla di questa conferenza, annuncia l’importanza dell’enciclica di Papa Francesco e ribadisce l’impronta lasciata quasi un millennio fa, da San Francesco con il suo Cantico delle Creature, opera ancora oggi insuperabile.
E qui arriviamo all'apoteosi di questo momento magico: premiando Gatti e Gufi si parla di San Francesco, ed io meno di 24 ore prima ero nella sua terra, Assisi!
Marco Mastrorilli, Grazia Francescano e Antimo Amore 
Non posso non pensare che Gatti e Gufi sia stato forse un po’ benedetto da questo Santo che più di ogni altro amava natura e animali. 
Che brividi...sul palco e dentro di me e sono certo anche nel cuore di Stefania, che scorgo mentre con la mano tremolante gira il video della premiazione.
Ecco la classifica finale  Sezione Saggistica. 
SEZIONE B – SAGGISTICA
VINCITORI 
1° premio  Gatti e Gufi di Marco Mastrorilli, Casa Editrice Noctua Compralo subito qui. 


2° premio Con-vivere. L’allevamento del futuro di Carla De Benedictis, Francesca Pisseri, Pietro Venezia, Arianna Editrice
3° premio Il clima cambia le città. Strategie di adattamento e mitigazione nella pianificazione urbanistica a cura di Francesco Musco, Edoardo Zanchini Casa Editrice Franco Angeli
FINALISTI
Ma dov’è il centrafrica? Un biologo naturalista nella Repubblica Centrafricana di Pietro Graziani, Robin Edizioni
Le radici del pensiero di Marco Paci, Robin Edizioni

Non pensiate che durante la mia preghiera a San Francesco ad Assisi, abbia chiesto la vincita del premio letterario, non sono queste le cose che si chiedono in una preghiera! Ma sono certo che un influsso magico e spirituale ci sia stato e forse viene premiato con il libro anche il mio lavoro ultraventennale sui gufi. Mi piace pensarlo.
E sono convinto che tutti questi segnali siano indissolubilmente legati! 
Grazie San Francesco! 
Il Talos d’oro è mio, non dimenticherò mai questa nottata.
Un premio pesante, ma con un valore affettivo immenso, anche se l’ho tra le mani da pochi secondi! Ma ci pensate io amo i libri da sempre, li divoro, li leggo, li colleziono... nel lontano 2005 scrissi il mio primo libro ne ho fatti ben 13 e al primo concorso letterario vinco il primo premio! Co-vincitore con Valerio Massimo Manfredi. Un sogno che diventa realtà! Grazie a tutti coloro che hanno creduto in me e a Stefania che mi sopporta e supporta ogni giorno, un pezzo (grande) di questo premio è anche tuo! (anche per le tue preziose riletture critiche!).
La serata sul palco sta per esaurirsi. Con una foto finale con il direttore artistico del Premio Majella, Antonio di Marco e ai due lati seduti Valerio Massimo Manfredi primo premio sezione narrativa e Marco Mastrorilli, primo premio sezione saggistica.
i due premiati Valerio Massimo Manfredi e Marco Mastrorilli
Ora nell’altra piazza di Abbateggio, rinfresco con protagonista il farro abruzzese il vino e un pò di fresca anguria. Il sapore di un tempo passato, una vera festa indimenticabile. E’ il tempo di regalare qualche libro autografato, scambiare due parole con altri autori, con qualche giurato e poi la chiusura esclusiva solo per i due vincitori e qualche vip.
Io e Valerio Massimo Manfredi, il presidente Antonio Di Marco, insieme a qualche giurato, all’Onorevole Francescato, ci spostiamo nel vicino borgo di San Valentino, per espletare un rituale consolidato dalla prima edizione, a cui non si può mancare!
Non siamo superstiziosi, ma si deve fare. Un rituale piacevole, giuro: una coppa di gelato finale per un saluto conclusivo e la foto rituale con Valerio Massimo Manfredi e il direttore del Premio alla Gelateria di San Valentino, dicono uno dei più buoni gelati di'Italia! Io e Manfredi veniamo addirittura invitati a scrivere una dedica su una pergamena della gelateria, rito che si compie da ben 18 anni!
Finita questa incantevole serata, Io e Stefania, stasera elegante e bellissima, mia compagna nella vita e nella mia vita di scrittore, torniamo al B&B. 
Domani si parte, ma Grazia Francescato, ci ha suggerito, prima di tornare a casa, un modo diverso di salutare l’Abruzzo. Svelandoci l’opportunità di visitare, uno dei luoghi più più spirituali d’Italia: una visita all’eremo di Santo Spirito. 
l'eremo di Santo Spirito Parco della Majella 
In mezzo alle montagne e falesie degne di pellegrini e corvi imperiali. 
E quindi, vista la grande spiritualità di questo viaggio e di questo premio, non potevamo farci mancare un eremo, forse il più bello, certo il più grande sulle montagne della Majella, un luogo dove ringraziare per questa grande gioia e perché so che San Francesco ci ha messo lo zampino. 
Quest’emozione non potrò dimenticarla! 
Abbateggio, questo premio e l’Abruzzo resteranno nel mio cuore! 
Stefy & Marco ad Abbateggio! Uno dei Borghi più belli d'Italia ci torneremo! selfie!!!
Stefania e Marco insieme a San Valentino a 2 minuti d'auto da Abbateggio
Grazie a tutti coloro che sono arrivati alla fine di questo post insolito, diverso, forse auto commemorativo, ma importante nel mio percorso di owlstoryteller, ma volevo condividere con voi questa grande emozione!
Sarò sempre lieto di aiutarvi nel conoscere più fondo il mondo dei gufi per farlo scrivete qui.
Un gufociao dal vostro owlstoryteller.... oggi davvero molto felice! 



lunedì 6 luglio 2015

Het Uiltje Dutch Craft Beer Una birreria gufosa ad Haarlem in Olanda: tappa imperdibile! (I Consigli per i guforistori 3° puntata)


Se andate in Olanda, ad Amsterdam, vi consiglio vivamente una deviazione nella cittadina di Haarlem: 149 mila abitanti, ma la percezione di una vita molto vivibile, a dimensione d'uomo e ci troviamo nel centro della regione di produzione dei tulipani e della birra!
Un vero gioiello storico ed architettonico, con eleganti palazzi, un centro storico da vivere in bicicletta e splendidi canali e mulini a vento...ma Haarlem è anche fedele custode di una sito che per noi amanti dei gufi diventerà un vero must! Imperdibile! Si chiama Het Uiltje Dutch Craft Beer. Ve la consiglio vivamente! 
Het Uiltje Dutch Craft Beer è una birreria ove potrete degustare una fantastica birra olandese a tema gufo e respirerete un'atmosfera gufosa al 100% con personale gentile, cordiale e sorridente. Un locale 5 stelle!
birra gufosa olandese! (Ph. Marco Mastrorilli)
E il vostro Owlstoryteller non poteva esimersi dal testarla per voi, per potervi raccontare questa esperienza.
Andiamo per gradi, Harleem conserva nel cuore una centro città ricco di monumenti, nel XIV secolo era addirittura la seconda città dell'Olanda con un numero di abitanti superiore persino ad Amsterrdam e Rotterdam.
uno dei canali di Haarlem  (Ph. Marco Mastrorilli)
Distrutta da incendi, falcidiata dalla peste, Harleem ha vissuto momenti molto diversi, nel 1572 subì un leggendario assedio da parte degli spagnoli che misero la città a ferro e fuoco.
Nel 1576 la città subì un grande incendio che cominciò guarda caso proprio in una fabbrica di birra het ankertye: nonostante i grandi sforzi per contenerlo il fuco distrusse oltre 500 case e alla fine di questo quinquennio tremendo di guerre e fuoco, un terzo della città era distrutto!
Oggi la città offre la visita di un centro storico molto elegante, raffinato con splendidi negozi, ma anche con la possibilità di una romantica crociera sul fiume Spaarne, che vi porterà davanti allo splendido mulino a vento De Adriaan.
il mulino a vento De Adriaan  (Ph. Marco Mastrorilli)
Ma Haarlem è un po’ uno dei centri più famosi in Olanda per la birra e non è passione recente, se pensiamo che la tradizione di fare birra era presente sin dal lontano XVi secolo e l'acqua per la birra veniva attinta direttamente dai canali.
In seguito per via dell'inquinamento l'acqua arrivava da fuori città in botti, ma il canale dove veniva presa l'acqua si chiama Brouwerskolkje divenuto per tutti ancora oggi il Canale dei birrai (Brouwersgracht).
Haarlem produceva la birra per buona parte degli olandesi residenti nell'Olanda settentrionale, se pensiamo che durante l'assedio spagnolo la città aveva 45 birrifici e incredibile pensare che nel 1600 gli stessi erano un centinaio! Con il passare del tempo poi i birrifici sono calati numericamente ma la qualità delle birre olandesi è rimasta proverbiale.
la birra olandese è mitica! ( (Ph. Marco Mastrorilli)
Intorno al 1600, nel cosiddetto "secolo d'oro" olandese, le abilità dei cittadini di Haarlem trovarono un'altra eccellenza e questa cittadina divenne una località famosa e si pensa che proprio qui venisse realizzato il lino migliore del mondo.
Ma torniamo alle nostre birre gufose… la birreria Het Uiltje Dutch Craft Beer,  è un luogo per olandesi, non per turisti, nonostante si trovi a pochi minuti a piedi dal centro storico, quindi davvero facile come accesso per tutti. Qui i nostri amici olandesi ci vanno nel dopo lavoro o nella pausa pranzo in bicicletta, perché qui nel centro storico tutti vanno o a piedi o in bicicletta, anzi fate attenzione perché non è difficile rischiare di essere investiti.
la birreria Het Uiltje Dutch Craft Beer  (Ph. Marco Mastrorilli)
una scritta per invitare a degustare la birra  (Ph. Marco Mastrorilli)
interno al bar gufoso di Haarlem  (Ph. Marco Mastrorilli)
le birre gufose!  (Ph. Marco Mastrorilli)

Il locale non è grandissimo ma accogliente e i gufi sono un po’ ovunque (persino nei servizi!) e vi accompagneranno al tavolo in attesa di cominciare la scelta della birra olandese più gufosa per eccellenza! 
Qui la birra non è solo una bevanda, è un modo di vivere ed essendo venuti ad Haarlem fuori dalal stagione turistica, possiamo apprezzare il vero spirito di questo locale! 
Gentilezza e atmosfera con luci soffuse ed esistono persino i gadget da comprare: tshirt, felpe, cappellini, bicchieri da birra con l'effige del gufo di questo bar.
Questo fa capire che questa birreria è amata dagli olandesi (e non solo) e i gufi sono comunque animali molto apprezzati! 
Troverete la birra velduil ovvero una birra dedicata al gufo di palude e una stenuil che  è ispirata alla civetta. ma c'è davvero l'imbarazzo della scelta.


Un grande gufo vi accoglie nella birreria sulla parete destra davanti al bancone dove potrete anche degustare non solo birra ma anche il fantastico formaggio olandese servito con invitanti stuzzichini.

Se amate la birra, oltre alle birre gufose in bottiglia potrete degustare molte ottime birre olandesi direttamente fornite alla spina da oltre 30 rubinetti birrosi!
rubinetti birrosi (Ph. Marco Mastrorilli)

Il bar Het Uiltje Dutch Craft Beer  si trova al Zijlstraat 18 a Haarlem.
I nostri orari: mar-dom 14: 00-00: 00 e gio - sab fino alle 02:00
Contatto via mail qui o al numero +31 (0) 23-8446227
Potete comprare persino la bitta gufosa on-line se visitate il sito qui. 
Questa è la pagina facebook
Sito visitato a marzo 2015.
Se volete informazioni, se volete collaborare con me, se volete inviami segnalazioni, scrivetemi e sarò lieto di aiutarvi e rispondervi. Per contattarmi scrivetemi qui.
Se volete visitare la prima puntata dei guforistori, si viaggia in America a NY per visitare Hooters cliccate qui.  la seconda puntata invece riguarda un locale del Minnesota il mitico Barista di Houston e cliccate qui. 

Un gufociao a tutti dal vostro Owlstoryteller. 

sabato 4 luglio 2015

La contrombreggiatura: barbagianni, gufi e squali bianchi hanno in comune un espediente mimetico incredibile

Ricordo che sentii parlare di contrombreggiatura per la prima volta, mentre leggevo un libro di Niko Timbergen, uno degli etologi amici di Konrad Lorenz capace di cambiare l'approccio allo studio delle scienze naturali. 
In Naturalisti curiosi (Curious naturalists), che conservo ancora con passione e nonostante le pagine ormai ingiallite, Tinbergen spiegava la contrombreggiatura, come speciale tecnica difensiva di molti animali, capaci di utilizzare colori, piumaggi e livree per confondere prede e predatori. Del resto, non solo gli animali, si resero conto di questo straordinario strumento, ovvero l'uso delle ombre come meccanismo di esaltazione della tridimensionalità degli oggetti, ecco perché Joseph Turner, con i suoi paesaggi è diventato un riferimento ed autentico fenomeno della pittura dell'ottocento.
Gufo di palude evidente la sua contrombreggiatura (ph. M.Azzolini)
Ma torniamo a parlare dei nostri amici animali. Anche Mc Gowan, nel suo fantastico libro Prede e predatori (titolo originale (The Raptor and the lamb) parla di contrombreggiatura e dell'importanza nel regolare il successo predatorio.
Le ombre mettono in evidenza la tridimensionalità di un soggetto al punto che se potessimo eliminarle,  si perderebbe in modo eclatante il senso di solidità dell'elemento considerato. Quello che possiamo definire ungradiente di luminosità come lo definisce Mc Gowan, può essere cancellato proprio adottando la contrombreggiatura,stratagemma formidabile che moltissimi animali hanno adottato nel corso di milioni di anni di evoluzione. 
Leggendo queste righe vi chiederete chissà cos'è questa ombreggiatura e quando mi capiterà di vederla in natura? 
Invece, è un espediente che gli animali adottano molto frequentemente e quindi è davanti ai nostri occhi ogni giorno. Sono tantissimi gli animali (anche domestici), che hanno adottato questo curioso aspetto mimetico e naturalmente tutti i gufi mostrano un'evidentissima contrombreggiatura, che è preziosissima durante la notte per sorprendere le prede. 
Sono fortemente affascinato da questa tecnica di camuffamento e vi confesso che ne parlo spesso nelle mie conferenze e ho addirittura dedicato un intero capitolo nel mio libro sul mimetismo del piumaggio Non volare nasconditi!, pubblicato una decina di anni fa, ma ancora ricco di aspetti etologici e naturalistici poco noti al grande pubblico.
Naturalmente, visto che siamo in un blog 100% gufi, anche gli Strigiformi, evidenziano la contrombreggiatura;  in modo evidente sul petto e nel sottoala e questo perché tale espediente mimetico è più efficace negli animali, che si muovono in ambienti tridimensionali (acqua e aria).
Se osservate un gufo, una civetta o un allocco, noterete che la parte inferiore del loro corpo e del  piumaggio è più chiara, in alcuni casi quasi bianca. 
Persino il petto dei rapaci è più chiaro rispetto al dorso, il barbagianni, forse, è l'esempio più eclatante, ma anche i gufi e gli allocchi mostrano colori più tenui. 
Barbagianni, una delle contrombreggiature più evidenti (ph. S. Mischiatti)
Civetta nana sudamericana con evidente petto chiaro (ph. Francesco Veronesi)
Immaginate di essere un topolino di guardare verso il cielo, un barbagianni si avvicina dall'alto; la luce più chiara del cielo, potrebbe se il piumaggio del petto e del sottoala fosse scuro, come quello superiore, rendere distinguibile la silohouette del rapace, che sfruttando un colore delle parti inferiori risulta meno visibile e può attaccare più facilmente le prede. 
L'animale che più di ogni altro può spiegarci la contrombreggiatura è lo squalo bianco, che pare disegnato a tavolino con una livrea inferiore (ventre) bianca e la parte superiore scura. Per un pesce aggressivo, come lo squalo, questo vantaggio nell'acqua si manifesta al contrario, anche quando aggredisce un pesce arrivando dal fondo del mare, perché un animale che guarda il fondale marino, trova il medesimo scuro e se lo squalo fosse tutto bianco come  il ventre sarebbe facilmente visibile e perderebbe efficacia nell'aggressione.
lo squalo bianco è uno degli animali con la contrombreggiatura più evidente
Tornando ai nostri amici gufi e barbagianni, ricordiamo che l'evoluzione tanto amata da Darwin ha condotto molti animali ad avere piumaggi ben definiti e funzionali. Se i rapaci notturni hanno le parti inferiori del corpo chiare o quasi bianche, oltre ad aiutarli nella caccia è provvidenziale anche nella regolazione dei consumi energetici. Infatti per produrre un piumaggio scuro, è necessario che il nostro gufo impieghi una grande quantità di melanina; una sostanza che ha un costo e questo si riflette sul consumo di energia dell'animale. Quindi se colorare il piumaggi costa, nel perfetto gioco di costi/benefici perché colorare di bruno o grigio un petto o un sottoala, se non serve ad avere dei vantaggi?
sottoala chiaro del gufo di palude (disegno di S. Gandini, tratto dal libro Il gufo di palude di M.Mastrorilli & P.Bressan)
Ecco perché molti animali hanno le parti più chiare.
La natura è piena di segnali e incredibili segreti che noi dobbiamo solo scoprire e ammirare. Per me, visto che sono il vostro owlstoryteller aggiungerei che oltre ad ammirare, scoprire c'è il piacevole compito di divulgare a tutti voi i segreti dei gufi! Un gufociao a tutti! 
Per qualsiasi informazione supplementare, se volete collaborare alle mie ricerche o mandarmi foto o notizie scrivetemi qui. 
Letture consigliate
Mastrorilli M., 2005. Non volare nasconditi! La magia del mimetismo nei piumaggi. Teramata edizioni questo libro lo potete comprare qui
Mc Gowan C., 1999. Predatori e prede. Longanesi & C. ediz.
Tinbergen N. 1984. Naturalisti curiosi. Biblioteca Universale Rizzoli BUR.