lunedì 13 aprile 2015

11 aprile: magica notte della civetta nel Bosco Fontana, quasi millenaria foresta. Superstar gli allocchi!

Quest’anno la Notte Europea della Civetta per me è stata davvero speciale, se penso che in 3 settimane ho condotto 3 visite notturne, 3 conferenze in 3 diverse affascinanti location.
Milano nel secondo parco meneghino, a Grazzano Visconti nel magico borgo del Duca Visconti di Modrone e questo sabato, 11 aprile, in una serata magica svolta in un bosco quasi fatato: Bosco Fontana. 
E in tre serate abbiamo trovato decine di rapaci notturni: magia pura! 
Alle porte di Mantova, nel cuore della pianura Padana si staglia imperiosa una foresta, un gioiello verde difeso strenuamente dal Corpo Forestale che lo custodisce: Bosco Fontana che l'altra notte, ci ha riservato un autentico concerto di allocchi e anche qualche sorpresa. 
Allocco, superstar della serata (ph. Carmelo Millluzzo)
Bosco Fontana è una riserva naturale (comune di Marmirolo) davvero splendida ed è quanto rimane di una tenuta ben più grande, che anticamente era proprietà dei Gonzaga ed era divenuta una tenuta di caccia. 
Con il decadimento di questo Ducato, la foresta fu abbandonata a se stessa sino a quando gli austriaci la adottano come quartier generale nel 1700.
la magia del crepuscolo a Bosco Fontana (foto di Marco Mastrorilli)
Questa spettacolare foresta di 233 ha. è caratterizzata da una copertura di farnie e carpini bianchi (in prevalenza) che rivestono con le loro fronde l’85% della superficie dell’area protetta. 
Vi accompagnerò con le mie parole, nei meandri di uno dei relitti forestali della pianura Padana, che per fortuna, nel 1921 fu dichiarata Monumento nazionale: un monumento vivo, verde e pulsante.
Ma andiamo per gradi.
Oggi mi accompagna Stefania. Per arrivare, attraversiamo placide campagne con canali, coltivi, un agro-ecosistema che non dimentichiamo furono teatro anche di sanguinose battaglie delle guerre d’indipendenza.. A pochi minuti dalla riserva, c’è Goito. Un nome che fa  riemergere i nomi di famose battaglie studiate sui banchi di scuola. 
A Goito, l’esercito reale Sabaudo sconfisse il celebre generale austriaco Radetsky e le sue truppe, era il 1848 e la 1° guerra d’indipendenza.
Arriviamo quando il crepuscolo sta per impadronirsi della luce con il suo manto scuro, ma alla sera si sa i paesaggi e le atmosfere sono più coinvolgenti e il nostro arrivo a Bosco Fontana alimenta le sensazioni di magia del nostro cuore.
Entriamo ed arriviamo presso lo stabile che ospita la forestale e ci accoglie con il suo sorriso entusiasta Emma Minari che non ho mai conosciuto, ma i nostri carteggi on-line e le chiacchierate al telefono mi avevano suggestionato, mi aspettavo una ragazza in gamba. In effetti Emma ha entusiasmo e passione le caratteristiche che amo di più nelle persone. Capiasco che sarà una serata vincente. Insieme a lei ci sono Achille Peri, la gentilissima e simpatica Rosy (collega di Emma) e altri ornitologi mantovani come l’amico Cesare Martignoni, Lorenzo Maffezzoli e Cristian Sbravati... 
Achille appassionato di bioacustica, si diletta a registrare e analizzare i canti degli allocchi,  ci proverà anche stasera, ecco perchè si portato parabola e microfono.
parabola Telinga e microfono (foto di Marco Mastrorilli)
Un bel gruppo di appassionati ornitologi  mantovani, che mi aiuteranno a condurre i gruppi perché stasera saremo in tanti. 
Nell’attesa, mentre Emma e gli altri amici mi raccontano i segreti della riserva di Bosco Fontana (ad esempio scopro che i nquesto bosco lontano delle Alpi vive anche il picchio nero). 
Ma prima della serata c’è tempo anche per una pausa golosa: si degustano un buon panino con salame nostrano e una fantastica torta “sbrisolona” . 
la golosa pausa pre conferenza (foto di Marco Mastrorilli)
Il tempo passa veloce e ci trasferiamo in una palazzina seicentesca di Giuseppe Dattaro. Chiamandola palazzina, non rendiamo la giusta atmosfera e dimensione: sembra un castello avvolto nell’atmosfera crepuscolare e mentre l’ammiriamo, un primo allocco comincia a cantare, sono le avvisaglie di una serata nella quale gli allocchi saranno i nostri travolgenti compagni di avventura.
I preparativi per la conferenza introduttiva sono semplici e tutto è subito pronto (ottima organizzazione da parte di Emma), ma resto colpito dagli affreschi di questa sala davvero splendida. E' sempre bello partecipare a serate con tanta gente e l'organizzazione senza sbavature.
Alle 21 la sala è gremita in ogni ordine di posto, Emma e Rosy mi fanno sentire come a casa. 
Siamo quasi un centinaio di persone e si comincia. 
La conferenza che ho preparato è semplice (coinvolge bambini e adulti) e in circa 25 minuti riesco a raccontare le basi dei segreti dei rapaci notturni. 
Marco Owlstoryteller (foto di Stefania Montanino)
Solo le basi...perchè di gufi potrei parlare per ore, giorni, ma stasera non c’è tempo, i protagonisti saranno loro, gli allocchi, anche se temiamo, che la civetta, non potremo incontrarla, perchè la sua presenza nella foresta è solo occasionale!
Si parte: siamo divisi in 3 gruppo di una trentina di persone...forse il mio è più numeroso! 
Entriamo nel bosco, le torce vengono spente e si avvertono le presenze di grandi alberi ai nostri fianchi sembriamo dei pollicini accompagnati per mano da giganti buoni. 
Quanto è bello respirare il silenzio di una foresta così vecchia... è magico pensare che questo bosco risalga almeno al 1300... da quasi un millennio queste piante vigilano sugli abitanti del bosco ma noi siamo qui proprio per alcuni di loro. Gli allocchi sono i custodi di questa meraviglia verde e la loro voce forse potremmo interpretarla come un monito al rispetto della riserva.
Cristian ed Emma, sono nel mio gruppo e mi portano in una prima radura, non grande ma adatta per lanciare il primo richiamo di allocco. Nemmeno due minuti e otteniamo le prime risposte... gli allocchi ci sono sono: forti, aggressivi e cantano con vigore. 
Si sente persino una femmina, il suo canto mi fa intuire, che se ha tempo di vocalizzare, vuol dire che i suoi piccoli sono nati e la stanno aspettando, affamati, nel nido.
I sorrisi strappati alla gente che ci circondano sono contagiosi e i bambini di divertono un mondo: hanno assaporato prima il brivido della foresta di notte e ora la magia del canto dell’allocco li ha contagiati: è gufomania!
Ci spostiamo verso un’altra radura sempre attraversando boschi quasi millenari, che ci portano indietro nel tempo. Siamo tutti ammaliati dall’abbraccio fascinoso di questa foresta.
Arrivati nella seconda radura siamo pronti a lanciare i richiami, ma non sappiamo che in questo punto vivremo una magia ancora più grande. Faccio dapprima un tentativo con i richiami del gufo comune perché Emma mi spiegava che qui lo aveva ascoltato tempo fa, ma non abbiamo esito e quindi lanciamo il richiamo dell’allocco.
Il tempo di lanciare il richiamo e in nemmeno 30 secondi gli allocchi ci “attaccano” a livello vocale. é magia pura... sono 3 allocchi, ma uno è vicinissimo!! Sarà a meno di 100 metri e si avvicina al punto che comincia a volare sulle fronde più alte e alcuni di noi lo vedono volare con traiettorie ardite fra i rami.. 
Un maschio aggressivo forte, capace di emozionare il pubblico come solo un principe delle foreste sa fare.
Rimaniamo ad ascoltare: ormai si è attivato un playback naturale: gli allocchi cantano e si rispondono tra loro la loro, il gruppo di gufologi per una notte sono contagiati dall’energia di questo incontro. 
Nel frattempo racconto loro alcuni segreti della comunicazione che si manifesta ogni notte in un bosco dei rapporti di forza e decido di far ascoltare loro il canto della civetta. 
E dopo aver fatto ascoltare il canto della civetta mi appresto a spiegarne differenze, aspetti etologici, inattesa, irrompe quasi per caso e con grande stupore anche di Emma e Cristian che “conoscono!” questa foresta.. la civetta!
Ha lanciato pochi richiami (a scanso di equivoci è proprio lei, non una femmina di allocco che ha un canto che un po’ gli somiglia). Ma questa civetta non è vicina, il suo canto arriva dal margine della foresta anche perchè per lei addentrarsi in questo manto oscuro, potrebbe costargli la vita. Ricordiamoci che gli allocchi possono uccidere le civette se sconfinano, con troppa spavalderia, nei loro territori.
Le persone sono entusiaste non ci siamo fatti mancare nemmeno la civetta e quindi decidiamo di far ritorno. I bambini fanno domande, la gente è felice la serata ha regalato emozioni e questo è lo scopo della notte Europea della civetta. Racconto di prede e predatori, mostro loro le limacce del bosco, i coleotteri le prede elettive della civetta e in una ventina di minuti torniamo all’ingresso. 
La serata è finita, saluti e ringraziamenti sono il regalo più grande per una persona come me da oltre 25 anni accompagna il pubblico nei boschi, nelle campagne, lungo il mare per ascoltare il popolo della notte! Grazie alla entusiasta Emma e Rosy con le quali ci fermiamo per le ultime parole di una serata magica... Ma a Bosco Fontana ci ritorno il 10 maggio, di giorno per presentare GATTI e GUFI e parlare di gufi.... Che dire vi aspetto! 
la Palazzina seicentesca di Bosco Fontana dove torno il 10 maggio! (foto di Marco Mastrorilli)
E’ passata mezzanotte si torna a casa! 
Se avete domande, se volete propormi, anche voi una serata con la mia guida, se volete condividere foto o emozioni sui notturni scrivetemi a gufotube@gmail.com 
Le foto della serata sono di Stefania Montanino e quella splendida dell'Allocco del mio caro amico Carmelo Milluzzo, che ringrazio.
Alla prossima gufoavventura! Un gufociao a tutti! Iscrivetevi qui a fianco è facile e potrete seguire tutti i post dell'unico blog 100% gufi!