lunedì 17 febbraio 2020

Le "fabule" di Fedro e la Civetta


Per ricominciare dopo mesi e mesi d'inattività, ho pensato di scrivere un primo post, dedicato alla civetta che è il rapace che amo di più e alla cultura ellenica e latina che amo tantissimo. 
Prova ne sono i numerosi libri, mai impolverati adagiati sulla mia libreria. 
E proprio di libri e civette parliamo in questo post, facendo un gran salto all'indietro nel tempo. 

La Civetta protagonista della favola di Fedro (ph. Wildlifeworld)
Il passaggio dal periodo di dominazione culturale ellenica a quello romano, segna un mutamento nella proposizione delle favole.
Ricordiamo anche che la favola era principalmente un racconto affidato alla tradizione orale e non scritta. 
Percorsi narrativi quelli delle favole con profondi messaggi morali, che servivano come esempi e metafore della vita ed erano destinati agli adulti. Solo nell’ultimo secolo hanno acquisito una valenza anche tra i bambini, grazie ad adattamenti e ad un cambio della cultura generale nella popolazione. Non dobbiamo dimenticare che in epoca antica la capacità di leggere era un privilegio per pochi. La cultura stessa era un privilegio di pochi eletti.
Era altresì un’abitudine, che lasciava peraltro trasparire il grande rispetto dei dotti latini verso la cultura ellenica, civiltà di grande prestigio filosofico. Riproporre, pertanto, i classici delle letteratura e filosofia greca, attraverso un’opera di presunto perfezionamento stilistico fu una delle grandi azioni condotte dal popolo romani.
Un trend al quale non potè fuggire nemmeno il patrimonio favolistico di Esopo. 
Il protagonista di questo rilancio letterario e culturale fu un grande e celeberrimo autore latino: Fedro, colui che ripropose il genere della “fabula” nell’antica Roma.
Le opere di Esopo furono tradotte, molto parzialmente riadattate talvolta con animali più comuni nel comprensorio italico e riproposte in raccolte da questo cantore latino. 
Su questo argomento vi rimando alla consultazione del libro intitolato “E la volpe disse all’uva” edito da Teramata edizioni nel 2009, che analizza il ruolo degli animali nelle favole (clikka qui per averlo). 

In realtà la figura di Fedro è forse più enigmatica di quella di Esopo, forse entrambi non sono mai nemmeno esistiti e questo non devo sorprenderci. Pensate che persino oggi una delle scrittrici italiane più in auge è la fuggevole figura di Elena Ferrante. Ovviamente il raffronto è puramente simbolico, ma vi fa riflettere, che in un’epoca così lontana, in cui solo poche persone leggevano, in cui non vi era il tam-tam mediatico dei nostri giorni era plausibile la storia di Fedro, personaggio forse inventato.
Le notizie assai scarne relative alla vita del favolista latino pongono dubbi persino sul suo vero nome: Fhaeder o Fhaedrus?
E’ probabile che il secondo sia il vero nome dell’autore latino, nato probabilmente tra il 20 ed il 15 a.C. ed anch’egli, come Esopo, provò la vita da schiavo, poiché dalla sua originaria Tracia fu condotto in schiavitù sino a Roma.

antica statua di Fedro

E’ invece certo che la sua vita da schiavo fu costellata di circostanze fortunate: Fedro venne assegnato alla famiglia dell’imperatore Augusto e inizialmente era un servo.
Poiché risiedeva nelle dimore imperiali, gli fu permesso di studiare e lo stesso imperatore, conoscendolo, lo affrancò donandogli la libertà, come appare in questa  foto con una trascrizione latina del 1693. 

Una vecchia edizione delle favole di Fedro del 1693

Un cambiamento che consentirà a Fedro di generare un vasto repertorio letterario che trovò nelle favole la massima espressione.
Tra queste favole ne ricordiamo una particolare, che ci permette di comprendere meglio il ruolo della civetta.
Ecco una civetta protagonista comparire in una favola compresa nella sua raccolta: Fedro: La cicala e la civetta (Libro Terzo - XVI. Cicada et noctua).
La Civetta, che di giorno predilige riposare per riprendersi dalle faticose attività di caccia notturna, era anch’essa disturbata dalla cicala. Anche se il concetto di disturbo in questo caso è una sottile forma di antropomorfia. I ripetuti inviti a desistere dal cantare non furono mai assecondati dalla cicala e questo fu sufficiente alla civetta ormai esasperata, a farle compiere un gesto estremo per spegnere quello schiamazzo per sempre.
Nella fabula la La civetta e la cicala, la piccola predatrice per ingannare l’insetto invita la cicala nella sua dimora stimolandola ed invitandola a sorseggiare un dolce nettare e dedicandole un festino in onore delle sue aggraziate doti canore.
Altro non è che un sagace inganno; la cicala una volta nel tronco scelto dalla civetta come nido, viene aggredita e mangiata dal predatore alato.
Una metafora che calzava perfettamente con le frequenti vendette e le congiure  ordite nell’antichità, quando le persone che davano fastidio erano eliminate senza tentennamenti.
La scelta della civetta come nemico della cicala era davvero indovinata, poiché questi uccelli notturni sono abilissimi nel predare gli insetti, talvolta anche di giorno.
I recenti studi sui sistemi trofici dei rapaci notturni hanno evidenziato interessanti adattamenti e catture curiose che mi permettono di affiancare qualche commento alla “fabula” originale di Fedro.
La civetta, più di ogni altro rapace notturno del Mediterraneo, cattura le proprie prede al crepuscolo, all’alba e persino in pieno giorno.
Gettando uno sguardo sulla spettro alimentare della Civetta scopriamo che la sua dieta è tra le più poliedriche nel panorama dei rapaci europei, in inverno, quando gli insetti sono assenti, invece di migrare, la civetta si adatta cacciando piccoli roditori ed uccelli.
Al ritorno del caldo e della bella stagione, il nostro piccolo rapace torna a privilegiare insetti di ogni sorta non disdegnando gli ortotteri (cicale e cavallette). 
Non stupiamoci scoprendo, quindi se nel sistema trofico della Civetta compaiano lombrichi, lumache, formiche e persino,  seppur saltuariamente, i ragni. 
Ma qualcuno si dedicato a scrutare la dieta della Civetta!
Una scrupolosa indagine condotta in Italia sui regimi alimentari della Civetta ha evidenziato le prede inusuali di questo piccolo Strigiforme.
Tra le prede meno frequenti fanno capolino curiosamente anche gli scorpioni e i geki. Quest’ultimi, vivono in diverse città italiane, a Roma, ad esempio, questi piccoli sauri sono molto comuni e muovendosi preferibilmente nell’oscurità divengono potenziali prede dei rapaci notturni. A volte le scienze naturali permettono anche osservazioni davvero singolari, come accadde qualche anno fa. 
In Piemonte, al limite di una risaia, fu osservata una Civetta che trasportava tra gli artigli una natrice dal collare, ai più nota come biscia d’acqua. Spaventata dal naturalista la Civetta lasciò cadere il rettile che poté essere misurato: era lungo ben 28 cm., quasi il doppio del predatore!

civette che hanno predato un geco (ph. Andrea Daina Palermo) 

Non meno stupefacente è scoprire una curiosa specializzazione della civetta: più di molti altri predatori alati si alimenta con regolarità delle lucertole, che sono catturate quando i rettili si espongono sui muretti per termoregolarsi al sole.
Ancor più curiosa è la prefazione del Gambero della Luisiana, introdotto in Italia si espanse ed in un nido di civetta del veneto sono stati rinvenuti diversi resti e le chele di alcuni gamberi di fiume americani. 
Questo mostra la duttilità di questi piccoli ma indomiti predatori, tanto amati nell’Antica Grecia e in parte a Roma. 

Catture in piena luce che stridono con la rievocazione della favola di Fedro, ma testimoniano la variabilità dei banchetti delle civette!

Spero vi sia piaciuto il post, vi aspetto alla prossima! 

Il BLOG torna a vivere! Si ricomincia ... grazie a chi non ha smesso di leggerlo!

Cari amici di gufi e civette, dopo oltre due anni dall'ultimo post, ho deciso ho di tornare a dar vita al mio amato blog. Owl Storytelling. 

Il tentativo sarà pertanto di tornare a scrivere come facevo all'inizio, quando nacque Owl Storytelling e nel contempo proseguire con il canale podcast Gufospeaker e il canale Gufotube e le mie molteplici attività di divulgazione.

Ora, quindi, si riparte , l'aspetto che mi ha fatto pensare per ridare vita a questo blog è che ogni mese ho una media di oltre 1000 lettori che vengono a leggere vecchi post, quindi il vostro affetto ed interesse sarà uno stimolo per provarci. Non è facile ma il desiderio crescente di condivisione del mio piacere... di divulgare  mi aiuterà a trovare il tempo per farlo.

Pertanto ricominciamo! 

grazie a tutti e ben ritrovati! 

Marco 
www.mastrorilli.it 


Gufo comune (ph. Milan Zygmunt/ shutterstock)

martedì 24 ottobre 2017

Un nuovo corso sui gufi, nel Parco Nazionale d'Abruzzo

Cari amici di Owl-Storytelling, 
ci avviciniamo al Workshop che si svolge venerdì 27 ottobre nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo… una bella occasione per vivere da protagonista il mondo dei rapaci notturni. 

Un sold-out che mi riempie di gioia… ma per chi vuole organizzeremo altri corsi… seguite owl storytelling… o scrivetemi personalmente, magari riusciamo a organizzarlo vicino a casa vostra.



Venerdì 27 Ottobre ore 9:30 - 13:30 / 14:30 - 18:30 - Sale Centro Polifunzionale Comunale di Civitella Alfedena - Workshop formativo:
SULLE TRACCE DEI GUFI - (valido per 4 CFP)
Corso di avvicinamento alle tecniche di riconoscimento e ricerca sul campo degli Strigiformi. Note di biologia, etologia e tecniche di monitoraggio. 
Uscita notturna per provare la tecnica del playback
Il corso sarà tenuto da Marco Mastrorilli, ornitologo e fotografo naturalista, esperto nella ricerca e studio dei rapaci notturni e Guida Aigae
Mattina e Pomeriggio: in aula – sera escursione notturna

Una volta in Abruzzo farò foto e video e vi racconterò questa gufoavventura…

alla prossima un gufociao…

venerdì 13 ottobre 2017

Il carisma del barbagianni cileno

Fresco di pubblicazione è un articolo uscito sulla rivista sudamericana Gayana che analizza il fenomeno di inurbamento del barbagianni e di quale gradimento riscuota nella popolazione locale.
Noi sappiamo che, sebbene la mentalità stia cambiando, in Europa meridionale vi era la convinzione che i barbagianni e gli altri Strigiformi fossero animali negativi e quindi riporto con piacere le risultanze di questo studio, che mostra come aldilà dell’equatore e dell’Oceano vi siano più rosee vedute.
La sottospecie di barbagianni Tyto alba tuidara popola proprio quell’area del continente sudamericano: rapace più grande del nostro e anche fortemente punteggiato. 

Tyto alba tuidara
L’articolo di cui parleremo si intitola “Feeding habits and people’s perception of the Barn Owl (Tyto alba tuidara, J.E.Gray 1829) in urban settings of Southern Chile: Implications for conservation” scritto da un team capitana da Javier Godoy-Guinao dell’Università di Valdivia (Cile).
Nella prima parte del lavoro viene analizzata la dieta del barbagianni nell’area urbana della città di Valdavia (Cile del sud), ed emerge che il nostro Titonide mostra una spiccata stenofagia verso i micromammiferi, ovvero una marcata predominanza di roditori nelle predazioni rilevate.
Solo occasionalmente il barbagianni cileno abbandona la cattura di questi mammiferi per dedicarsi al prelievo occasionale di Ortotteri. 
Se lo studio del sistema trofico del Tyto alba tuidara non ha prodotto sorprese, ben diversa è stata la curiosa indagine sociale realizzata  dai naturalisti a margine dell'analisi trofica, che hanno intervistato i cittadini di Valdavia, a conoscenza della nidificazione urbana (su albero) di questo predatore e proprio la cittadinanza ha mostrato un' atteggiamento sorprendentemente positivo verso questo Strigiforme. 


La percezione della gente verso questo rapace, è stata oggetto di monitoraggio ed ha evidenziato un notevole gradimento delle persone verso questo animale. 
I risultati, tuttavia, sono influenzati quasi esclusivamente da aspetti etici ed estetici, ovvero il barbagianni piace come animale e si pensa sia importante che sia stato capace di adattarsi alla vita urbana. 
Al contrario poche persone hanno indicato termini di utilità in questa convivenza con il barbagianni, nonostante dalla dieta emerga che si nutre in abbondanza di Oligoryzomys longicaudatus, un piccolo topolino che è però un vettore prioritario dell’Hantavirus che determina pericolosa febbre emorragica, come dimostrato da alcuni studi condotti in Cile e citati nell’articolo del quale trovate il link alla fine del post.
Nondimeno in termini di conservazione l’inurbamento di alcune specie carismatiche, come il barbagianni, possono (come suggeriscono molti studi) produrre un'esperienza positiva di primo approccio con la fauna selvatica contribuendo a sviluppare la preoccupazione e la partecipazione alla protezione delle specie e degli ecosistemi. 
Poiché il futuro del pianeta prevede una crescita della popolazione e una sempre maggiore esplosione demografica delle aree urbane, questo test può essere d’esempio per nuovi studi e nel contempo per valutare anche programmi di valorizzazione e conservazione ambientale attraverso l’adozione di specie carismatiche. 
il petto punteggiato di questa sottospecie  sudamericana di barbagianni

Insomma il barbagianni è un pioniere per aiutare la persone a comprendere l’importanza della conservazione degli habitat e delle specie. Un’idea per testare il carisma dei notturni anche in Italia?
Un gufociao... e se volete scrivermi per info, suggerimenti e segnalazioni scrivetemi qua gufotube@gmail.com
ecco la citazione bibliografica completa dell’articolo citato e il link diretto. 

Nota integrativa
In alcuni testi questa sottospecie di Titonide viene indicato come Tyto furcata tuidara, 
qui vi riporto da wikipedia un testo in spagnolo interessante in tale orientamento 

Libri gufosi e recensione da Londra

Dopo tanti mesi torna il “vostro” owlstoryteller a scrivere di gufi!
Mi siete mancati ma è stato un’assenza motivata da un periodo di lavoro davvero intenso che mi ha impedito di raccontare, scrivere e condividere con voi le mie avventure gufose.
Bando alla malinconia entriamo nel vivo, dopo avervi comunicato che anche Gufotube tornerà attivo sin dai prossimi giorni, ed anzi con una grande novità che sono certo vi piacerà.
Le novità sui gufi saranno tante... ma partiamo da questa recensione, di un paio di libri acquistati di recente a Londra e chiaramente in lingua inglese. 
Il primo libro è un’opera di Matt Sewell, a molti di voi questo nome non dirà molto, ma stiamo parlando di un affermato artista britannico dalla grande fantasia che ha creato una collana di libri dedicati agli uccelli dei giardini, agli uccelli canori e naturalmente ai gufi.


Il libro si intitola semplicemente “Owls” edito da Ebury Press (2014) è un volumetto elegante con copertina cartonata destinato ai ragazzi e che spiega specie per specie i rapaci notturni del mondo. Ovviamente solo una selezione, quelli più caratteristici, comuni o belli. 
Il libro offre un testo scritto in modo scorrevole, divertente e di facile approccio per un ragazzo ma svela ai giovani i segreti di ogni specie.
Un libro che consiglio a coloro che vogliono avere un volumetto sui gufi in cui sono presentati in modo diverso e poi ovviamente spiccano queste tavole davvero pregevoli, una per ogni specie. 


Un bel libro, molto ben curato e ad un prezzo accessibile e contenuto (vista la qualità, copertina cartonata e 120 pagine) solo 10 sterline. 
L’altro libro è una novità di quest’anno, fresco di stampa (2017), anche questo si chiama OWLS; certo la fantasia per gli inglesi è proprio un pò limitata. 
Il libro è stato scritto da una donna (già autrice di una guida dei gufi del mondo), Marianne Taylor, e pubblicato da Bloomsbury per conto di RSPB (l’equivalente inglese della LIPU).
In 128 pagine questa agevole guida nel classico formato da quaderno A5, presenta tutti i segreti della biologia, conservazione, morfologia e storia sociale e convivenza con l’uomo di tutti i notturni inglesi.

La sua arma vincente è l’iconografia davvero spettacolare con immagini che descrivono vari aspetti della vita dei notturni con inequivocabile efficacia.
Nel complesso un libro agile, ricco di belle fotografie e dai contenuti rigorosi, ovviamente non può in sole 128 pagine essere molto esauriente, ma è un volume che consiglierei certamente a chi si occupa di gufi in modo approfondito. Il prezzo? 9,99, sterline s’intende ma anche in questo caso contenuto, quasi da offerta al discount!
Alla prossima e un gufociao a tutti e ben ritrovati.
Chi volesse scrivermi lo può fare a gufotube@gmail.com

p.s. sono un pò in arretrato di mail ma sto sistemando anche questo aspetto... quindi scrivetemi fiduciosi. 

sabato 6 maggio 2017

Assiolo, costruire e installare un nido: progetto scientifico nei vignet...



Cari amici di OWLSTORYTELLING

perdonate la mia latitanza....

sono tornato con più entusiasmo di prima e vi terrò aggiornati su tutto...

quello che riguarda il mondo dei nostri amati gufi...



partiamo... da questo video... di GUFOTUBE girato nella tenuta agricola di VILLA BARATTIERI ad Albarola di Vigolzone.. un posto magico... ove tra vigneti e boschi vivono allocchi, civette e assioli ai quali abbiamo regalato un bel numero di nidi...

vi aggiorneremo presto su quanti sono stati occupati...



buona lettura e visione

Il vostro owlstoryteller



lunedì 9 gennaio 2017

Torna la NOTTE EUROPEA DELLA CIVETTA sabato 11 marzo 2017

La Notte della Civetta è un evento biennale, dopo la splendida "avventura" del 2015, torna la dodicesima edizione,  sabato 11 marzo 2017.


Civetta con micromammifero (ph. Simone Bottini)


La Notte della Civetta è un evento nato nel 1995 in Francia, da un’idea del celebre esperto di Civette, Jean Claude Genot e portata in Italia da Marco Mastrorilli, nel lontano 2001.
Un appuntamento che giunge quest'anno all'undicesima edizione e che sta raccogliendo grandi favori da parte di un pubblico sempre entusiasta.
La Notte della Civetta si svolge con cadenza biennale e si prefigge di divulgare aspetti etologici non solo questo piccolo e simpatico predatore ma per tutto il vasto universo degli Strigiformi (rapaci notturni). Ogni edizione raccoglie sempre maggioriadesioni; ma è doveroso fornire un po’ di cifre.... Nel corso delle edizioni precedenti italiane (la prima volta in Italia si svolse nel 2003) abbiamo superato i 7000 mila partecipanti con il record di oltre 2500 nell’ultima edizione (2011).
Oltre 50 mila persone nella stessa notte ogni due anni si ritrovano ad ascoltare gufi e civette: il frutto di uscite svolte in vari paesi europei, tra cui Francia, Belgio, Olanda, Germania, Svizzera e
naturalmente l’Italia....ma nell’ultima edizione anche l’Italia non è stata a guardare: il GIC ed EBN Italia hanno raccolto e condiviso l’entusiasmo ed offrono la possibilità di organizzare questo evento a tutte le organizzazioni che lo vorranno seguendo le indicazioni fornite in un dossier che sarà presto on line con le linee guida, i consigli ecc..
Presto pubblicheremo tutti i dettagli sul sito ufficiale www.gruppoitalianocivette.it 
Per info sulla Notte Europea e se volete creare anche voi un evento locale potete scrivermi qui 

domenica 8 gennaio 2017

Un gufo delle nevi si fa il selfie!

Anche il ministro dei trasporti del Quebec, Robert Poëti, non ha saputo resistere al fascino indiscusso del re del grande freddo: il gufo delle nevi Bubo scandiacus che è stato ripreso in volo dalla telecamera che controlla il traffico sulla Highway 40, in data 3 gennaio 2017 e il ministro canadese ha postato la foto sul suo profilo Twitter, che è divenuta virale.



La naturalista Barbara Frei, responsabile del Mc Gill Bird Observatory ha spiegato che questo predatore delle nevi caccia sovente nei prati innevati intorno all’autostrada e questa torre dove è posizionata la telecamera è invero un ottimo posatoio al quale non saputo resistere questa giovane femmina di gufo delle nevi.
In alcune annate la parte meridionale del Canada e settentrionale degli Stati Uniti assistono a veri fenomeni di invasione, dovuti ad annate particolarmente favorevoli (esplosione demografiche dei lemming nei periodi riproduttivi e conseguente numero elevato di individui che scendono verso sud). Nel 2013 si era registrata l'ultima grande invasione di gufi delle nevi, con un soggetto che era arrivato incredibilmente fino alle Bermuda! 

Bella sorpresa gufosa per cominciare bene il 2017. 

sabato 24 dicembre 2016

Alberi di natale con i gufi al posto delle palline: questo luogo magico esiste davvero... AUGUFI a tutti!

Cari amici dei gufi,

siamo alla vigilia di Natale e prima di farci gli auguri per questa festa davvero magica, ho pensato di regalarvi un articoletto che possa suggestionare un po' le vostre giornate di festa, pensando a quanto è straordinario e sorprendente il mondo dei gufi.
Parliamo proprio di gufi e di una piccola città che, incredibilmente, è divenuta famosa in tutto il mondo per la straordinaria presenza di questi predatori della notte.
Stiamo parlando di Kikinda, che si trova in Serbia poco lontano dal confine della Romania; per molti potrebbe sembrare una semplice cittadina ma invece da alcuni anni ospita una comunità di gufi comuni (Asio opus) svernanti (roost) di dimensioni enormi.
Record mondiale a Kikinda in serbia con una cittadina che ospita ogni anno tra i 750 e i 1000 gufi comuni! 
Il roost e comunque il fenomeno di svernamento è già stato descritto in questo blog in diverse occasioni, ma ricordo per chi è pigro non vuole leggersi gli altri articoli che si tratta di una abitudine di svernamenti in gruppo del genere Asio (posatoi collettivi in misura minore li realizza anche il gufo di palude Asio flammeus) e trova in alcune occasioni concentrazioni davvero imponenti, ma mai in nessun luogo si è raggiunto il fenomeno che sto per descrivere. Un vero record mondiale.
gufi come palline di natale... sugli alberi di Kikinda 
Se pensate che in Italia di solito questi luoghi di aggregazione raggiungono al massimo qualche decina di individui è davvero incredibile pensare che in Serbia potreste vedere una cittadina con conifere piene di gufi… veri alberi di natale con gufi al posto delle palline.
A Kikinda si stimano nell'area urbana, ogni anno, un numero di gufi comuni svernanti che oscilla tra i 750 e 1000 individui.
bella immagine di gufo comune 
Del resto il gufo comune ama molto i Balcani e l'est europeo; pensate che nell’area a nord di Vojvodina, sono state censiti oltre 400 roost per un totale di oltre 20 mila (avete capito bene 20.000 !!!) gufi comuni svernanti! 

Owlstorytelling e soprattutto Gufotube mi stanno regalando tante soddisfazioni grazie proprio al vostro entusiasmo e alle vostre mail di ringraziamento, di ricerca info, ecc..
ma vi anticipo che l'anno prossimo, ormai vicino, sarà un anno di grandissime novità per entrambi questi strumenti di condivisione e divulgazione... seguitemi il 2017 sarà un anno ricchissimo di news e sorprese! 

ecco alcuni post che potete leggere sull'argomento
un lavoro scientifico presentato al Convegno nazionale di etologia a Parma
un gufo bianco in serbia

Per info, per uscire con me a vedere i gufi o per altre informazioni scrivetemi qui. 

ed ora BUON NATALE e AUGUFI a tutti dal vostro owlstoryteller! 




giovedì 6 ottobre 2016

Owlstoryteller arriva in Sicilia: terrò due corsi sui gufi nel Parco delle Madonie e sull'Etna dal 20 ottobre

Cari amici dei gufi,

ho una bella news, specie per chi vive nel Sud Italia e mi ha sempre chiesto di venire a organizzare corsi, seminari e workshop.
Un allocco siciliano (ph. Carmelo Milluzzo)
A partire dal 20 ottobre sarò in Sicilia per AIGAE (Associazione italiana guide ambientali escursionistiche) per tenere due workshop della durata di due giorni ciascuno.
I corsi si svolgeranno nel Parco delle Madonie e nel Parco dell'Etna.

Il primo corso si svolge nel Parco delle Madonie a Petralia Sottana (Palermo) e prevede lezioni in aula, uscite diurne e notturne per ascoltare e vedere i rapaci notturni.

Il secondo corso di svolge il 22 e 23 ottobre a Sant'Alfio (Catania) nei pressi dell'Etna, il programma sarà simile al precedente e anche i questo caso è prevista un'uscita notturna per vedere e ascoltare i rapaci notturni.

I corsi sono adatti alle guide AIGAE (viene conferito un credito formativo), ai fotografi naturalisti, a biologi, naturalisti, appassionati di natura, birdwatcher e curiosi. 

Per info e iscrizioni (perché i posti si stanno esaurendo) scrivete a sicilia@aigae.org oppure al cellulare al 338 2993077.

A questo punto vi aspetto tutti in Sicilia per vivere l'esperienza di scoprire i segreti per fare il gufologo.

Un saluto dal vostro owlstoryteller.