martedì 17 febbraio 2015

Perchè si chiama civetta capogrosso? (4° puntata della serie i nomi dei rapaci notturni)

Non tutti sanno che in Italia, oltre alla civetta Athene noctua, che popola le aree urbane e la campagna, potremmo trovarci a tu per tu, anche con altre due specie prettamente alpine: la civetta capogrosso e la civetta nana (della quale parleremo in un altro post).
Oggi dedicheremo le nostre attenzioni alla civetta capogrosso Aegolius funereus, un piccolo Strigiforme alpino che popola nostre montagne in una fascia d’altitudine compresa trai 700 m e i 1500 m, sebbene nel periodo invernale, sia capace di dar luogo a fenomeni di migrazioni verticali. Ovvero alcuni di questi rapaci, si spingono verso quote più basse per trovare più facilmente delle prede a quote dove la neve non ostacola troppo le azioni di caccia. 
Civetta capogrosso (photo by Magnus Carlsson)
Ma perché si chiama civetta capogrosso?
Il nome civetta lo abbiamo già analizzato e qui trovate tutte le origini lessicali.
Il termine capogrosso è facile da intuire. Questo rapace ha una testa abbastanza grossa, quasi squadrata, rispetto al corpo. Il piumaggio inoltre, particolarmente abbondante, conferisce un aspetto ancor più massiccio e sproporzionato! 
In inglese, la civetta capogrosso è chiamata Tengmalm’s Owl, in onore di Peter Gustav Tengmalm, celebre naturalista svedese. Fu Johann Friedrich Gmelin che rinominò questo Strigide nel 1788 chiamandolo Strix tengmalmi in onore dell’ornitologo svedese, ed ancora oggi questo nome persiste, sebbene si stia diffondendo molto anche il termine Boreal Owl.
Una civetta capogrosso nella foresta (Foto di Bruno Boz)
Sulla genesi del nome latino Aegolius funereus, Edgardo Moltoni nel 1946 suggeriva due interessanti ipotesi, ma non univoche; sebbene sia certo che Aegolius derivi dal greco aigolios. 
Moltoni scriveva testualmente: […] dal greco Aigolios, nome di uccello notturno, che significa preda capre, da aìx (aigos)=capra e lèia=preda, ovvero dalla particella aìe=sempre e golèos=spelonca cioè uccello che abita le spelonche, le caverne. [...].
Meno difficoltà per comprendere l'origine di funereus, che in modo classico Moltoni ipotizza derivi dal suo canto. Sebbene il canto della civetta sia davvero flautato e ai mio giudizio uno dei più belli tra i “notturni” italiani  (clikka qui per ascoltare i canti della civetta capogrosso).
Vi aspetto, settimana prossima per la 5° puntata... 
Se avete domande, una richiesta di informazioni o se volete che siano trattati alcuni argomenti nel blog non esitate a scrivermi qui. Se volete collaborare a questo progetto di divulgazione scrivetemi, lo stesso se volete inviarmi foto o disegni di rapaci notturni (scrivete su gufotube@gmail.com)

Ringrazio Bruno Boz e Magnus Carlsson per le splendide fotografie di civetta capogrosso.

citazione bibliografica: 

Moltoni E., 1946. L’etimologia ed il significato dei nomi volgari e scientifici degli uccelli italiani. Riv. Ital. Orn., Milano, 16: 33- 50; 69-92; 133-162.