martedì 12 gennaio 2016

Ordinarie storie di mobbing tra gufi, civette e altri uccelli (2° puntata - gli Eyes spot)

Iniziamo il nuovo anno nel senso della continuità... quindi parleremo di mobbing e di eyes spot nelle civette!
Questo blog nato lo scorso anno, ha riscosso un piacevole quanto inaspettato successo, grazie al fatto che è stato colto il piacere dell'autore di condividere le proprie conoscenze sui rapaci notturni. Torniamo a parlar di gufi.
Il fascino irresistibile del mobbing ha contagiato un equipe di etologi americani guidati da Caroline Depp, che hanno dedicato le loro attenzioni agli eyespots ed al loro rapporto con il mobbing aviario. 
Civetta nana e il dettaglio dei falsi occhi o eyes spot (ph. H. Sorensen)
Ma cosa sono gli Eyespot?
In alcuni Strigidi come la civetta (Athene noctua), la civetta capogrosso (Aegolius funereus) e le civette del genere Glaucidium (le civette nane) sono evidenti sulla nuca dei “falsi occhi”, che hanno sempre suscitato interesse tra gli ornitologi che da tempo cercano di comprenderne la funzionalità.
Gli eyespots hanno seguito un percorso evolutivo allineato al gruppo sistematico e nonostante siano presenti in alcuni insetti (ad esempio nella Vanessa io), pesci, mammiferi ed uccelli la loro funzionalità, muta proprio in base alle specie.
I falsi occhi sono presenti in prevalenza in piccoli Strigiformi ed è ipotizzabile, come hanno dimostrato alcuni ricercatori, che si tratti di uno strumento difensivo o disorientamento per i predatori alati o le possibili minacce che avversano questi piccoli Strigidi.

Civetta nana il divertente "fronte-retro" di questa predatrice (ph. H. Sorensen)
Tuttavia alcuni ricercatori americani hanno ipotizzato che gli eyespots abbiano forse una duplice funzione; sia i predatori, sia i mobbers, possono desistere o ridurre il mobbing in presenza di questa curiosa colorazione del piumaggio della nuca.
L’ornitologa americana Caroline Depp studiando il comportamento dei mobbers alati delle foreste nordamericane ha evidenziato che i falsi occhi sembrano risultare una buona strategia difensiva e poiché nel loro comportamento i Passeriformi spesso girano attorno al predatore mobbato, in questi casi i falsi occhi costituiscono una difesa in più ed un deterrente per i mobbers più insistenti!
Questa straordinaria aggressività manifestata con specie molto più grandi e fameliche predatrici evidenzia una grande dose di coraggio, specie se si pensa che talvolta il Mobbing può rivelarsi un clamoroso autogol.
Il falco pellegrino, ad esempio, specializzato nella caccia al volo dei piccoli uccelli quando subisce il Mobbing talvolta riesce a tramutare questi disturbi in "lauti ed inaspettati pranzi"; infatti, sono stati osservati più volte, pellegrini e  lanari capaci di tramutare un mobbing subito in un'azione di caccia vincente.
Proprio per limitare i danni, generalmente le azioni di disturbo nei confronti dei predatori vengono svolte in gruppo; nel caso dei corvidi è stato osservato che gli stormi che effettuano la carica di scherno possono essere guidati da un capo dominante, ma anche se tale gerarchia non esiste il beneficio di un attacco corale (limitazione del rischio di essere predati) riduce le azioni solitarie.

Se trovassimo stampata su un giornale la parola mobbing sarebbe associata a manifestazioni e comportamenti antropici fastidiosi ma in natura questo termine evidenzia comportamenti davvero avvincenti nei quali a volte i più piccoli si rivalgono su animali più forti; forse per mitigare le insoddisfazioni personali dovremmo prendere spunto dai pennuti!
Per chi vuole chiedere approfondimenti, notizie, vuole partecipare alle mie attività di ricerca, non esitate a scrivermi qui. 
Buona lettura e alla prossima gufoavventura. Un gufo ciao a tutti.