sabato 31 gennaio 2015

Una civetta toscana in difficoltà 

31 gennaio 2015

Stamani alle 9 ho ricevuto una chiamata da parte di una amica che non vedevo da qualche tempo. 
Raffaella si trova a Pisa, da una sua amica e mi confida di avere un problema. Saranno due anni che non la sento, ma subito intuisco perché mi ha chiamato.
Una civetta, mi racconta, si è introdotta in casa, tuffandosi nella canna fumaria. 
Non riuscendo a tornare libera si è ferita nel tentativo di liberarsi, sbattendo più volte contro le vetrate. 
La civetta adulta trovata ferita a Pisa da Raffaella (ph. M.Mastrorilli)
Poiché oggi Raffaella è di ritorno in Lombardia, deve passare da Piacenza e forse ho in mente una soluzione per aiutarla. Dopo avermi detto che la civetta mostra una piccola ferita all’ala e che in Toscana non ha trovato nessuno (Lipu o forestale) disponibili ad aiutarla, decidiamo di trovarci all’uscita di Piacenza Sud, sulla sua strada di ritorno. 
Verso l’una, Raffaella mi avvisa che è quasi arrivata al casello e quindi parto, ma nel contempo il suo sms mi informa che non ha trovato una scatola di cartone per la civetta. e la sta portando con “involucro di panni”. Meglio di nulla.
La scatola di cartone, tuttavia è molto importante per poter trasportare un animale ferito e lasciarlo tranquillo. 
Mai usare una gabbia, perché gli uccelli selvatici se si spaventano potrebbero agitarsi e ferirsi. La scatola di cartone, quindi la porto io. 
Il rendez-vous è perfetto. Ci troviamo all’uscita e dopo un bacio di saluto a Raffaella, mi dedico alla civetta. La prendo in mano, verifico, facendo scorrere l’indice sullo sterno carenato, il grado di denutrizione e osservo le condizioni generali. 
La ferita non è molto profonda e non pare grave ma è pur sempre una lacerazione sull’ala e vista la mia esperienza è meglio non sottovalutarla. La civetta si muove, è abbastanza magra, ma comunque ha buona energia ed è vitale. Non è una situazione disperata o grave, ma necessita un corretto approccio terapico. 
Dopo aver spiegato a Raffaella che non sarà possibile liberarla a breve, la informo che la porterò in giornata ad un Centro di Recupero Rapaci, perché ritengo abbia bisogno di una visita specialistica e di cure veterinarie. 
Nella mia vita ho recuperato diverse centinaia di civette ed altri rapaci notturni in difficoltà (sono stato responsabile della LIPU di Bergamo ed ho collaborato per anni con un Centro rapaci del WWF) e quindi ormai ho maturato una certa esperienza, anche per capire quando è necessario un intervento veterinario o quando l’animale è al contrario pronto per essere liberato. 
Marco con la civetta pochi minuti prima di portarla al Centro di Recupero 
Comunque una volta salutata Raffaella che si avvia a tornare a Milano, mi dirigo anch’io verso casa. Una breve pausa pranzo e decido, prima di portare la civetta al CRAS di girare un brevissimo video per spiegare a tutti una cosa molto importante per un corretto pronto soccorso su gufi e civette. Non voglio anticiparvi nulla, a breve monteremo il video e lo lanceremo nel canale GUFOTUBE. Sono convinto che sia molto importante comunicare alla gente che trova gli animali feriti o in difficoltà un giusto approccio per non creare danni peggiori a quelli già presenti sul corpo dei rapaci. Ovviamente tutti operano in buona fede e pensando di aiutare i rapaci ma qualche indicazione corretta può aiutare i rapaci in difficoltà finché restano in mani poco esperte.
In attesa del video, che spero potrà esservi utile, vi mando un saluto e speriamo che la civetta nel centro di recupero, ora possa trovare la giusta cura. 
Tra qualche giorno chiederò  al centro come sta e vi informerò. Buon weekend! 

Per collaborare con me e sui miei progetti, per quesiti o per avere delucidazioni su cosa fare quando si trova un rapace ferito, scrivetemi qui o al cell. 340 76 34 208.