martedì 19 aprile 2016

Le migrazioni de gufi delle nevi non hanno più segreti, grazie al progetto Tempesta di neve!


Cari amici dei gufi...
parliamo ancora di gufi delle nevi e lo faccio per raccontarvi i dettagli di un incredibile progetto speciale lanciato in America e dal nome assai curioso Project Snow Storm (Progetto Tempesta di neve).

Per spiegarvi e illustrarvi il progetto, vi racconterò la storia di “Baltimore”, il gufo delle nevi più monitorato di ogni tempo, seguito grazie ad un trasmettitore satellitare in giro per il Nuovo Continente.
Un gufo delle nevi con il trasmettitore satellitare del Project Snow Storm (ph. Jim Verhagen)
Questo progetto utilizza infatti il satellite per seguire gli spostamenti dei gufi delle nevi che proprio in questi ultimi decenni, in virtù degli spostamenti incredibili legati anche ai cambiamenti climatici hanno attirato l’attenzione degli ornitologi americani.
Una storia di questi gufi dotati di trasmettitore è davvero degna di nota. Stiamo parlando di un gufo delle nevi maschio liberato nel 2014 presso Martin State Airport di Baltimora. 
Nel 2015, questo gufo è tornato nello stesso sito della liberazione ed è stato ripreso per applicargli nuovamente un trasmettitore con una tecnologia più avanzata, che ha subito dato frutti significativi, come per gli altri gufi. 
Liberato nel febbraio 2015 e soprannominato appunto Baltimore, questo maschio di gufo delle nevi è stato seguito a lungo per verificarne gli spostamenti da un team di oltre 40 tecnici coordinati dall’US Department of Agriculture Wildlife Services. 


David Brincker uno dei responsabili del progetto ha detto di Baltimore, che è probabilmente il gufo delle nevi più monitorato di ogni tempo. Sono stati raccolti oltre 14 punti georeferenziati (GPS) e quindi è stata tracciata con dovizia di particolari la sua migrazione. 
Il 19 dicembre scorso Baltimore aveva raggiunto Amherst Island, celebre hotspot per ornitologi lungo la riva canadese del lago Ontario, dove ha trascorso un periodo a cacciare anatre in palude e arvicole nelle praterie. Dopo un periodo di svernamento lungo le coste del Maryland e del New Jersey, Baltimore ha migrato verso nord ed è stato intercettato nel cuore di Manhattan, dove a mezzanotte è rimasto appollaiato sul tetto di un grattacielo newyorkese a One Penn Plaza. 
Un gufo delle nevi a NY. 
Il suo pellegrinaggio è proseguito a nord, lungo la baia di Hudson e la James Bay sino alla punta settentrionale della penisola Ingava in Quebec a sole 300 miglia dal circolo polare artico. Tra l’estate e l’autunno Baltimore ha proseguito tra scenari ove la tundra domina i paesaggi e i caribù, i lupi e gli orsi polari sono i suoi vicini di casa.
In questo link potete vedere tutto il tragitto migratorio di Baltimore ed è fantastico perché si hanno gli spostamenti segnati ogni 30 minuti! 
Neanche della nostra moglie o fidanzata abbiamo un dettaglio così raffinato degli spostamenti... ma forse è meglio non sapere eh eh! 
Gli spostamenti possono fornirci informazioni persino sulla biologia dei gufi delle nevi, in questa mappa vedete gli spostamenti di un gufo in New Jersey, presso Reed’s beach e i rilevamenti notturni dei gufi che si muovono in mare, lasciano presupporre, come ipotizzato dagli ornitologi di Project Snow Storm, che di notte questi grandi Strigidi, escano in mare per cacciare le anatre di superficie, che dormono cullate dalle onde.
in questa mappa vedete i posizionamenti dei gufi delle nevi e quelli in mare sono stati registrati di notte, si pensa per cacciare le anatre che dormono tra le onde 
Gli ornitologi del Progetto tempesta di neve si stanno prodigando nel monitorare questi gufi poiché si ha la convinzione che il veloce cambiamento climatico che si avverte sul nostro pianeta, possa incidere in modo decisivo sulle popolazioni di gufi delle nevi, che stando a questi ricercatori sono molto meno numerosi di quanto si è creduto per molti anni. Questa specie è in declino e sempre più minacciata ed è per questo motivo che da anni gli americani la sostengono con continue e ripetute donazioni. Ma del resto la popolarità del popolo americano a donare dollari per le cause ambientali non ha nemmeno lontanamente eguali in Italia ed Europa.
qui vedete una mappa con i movimenti in America di 6 gufi delle nevi 
Un progetto affascinante come questo è senza dubbio di grande valore conservazionistico poiché, un po’ come accade per gli squali bianchi (seguiti a loro volta con i satelliti), del gufo delle nevi si conosce poco la sua fenologia migratoria e l'adattamento ai siti riproduttivi, che con il passare del tempo potrebbero divenire sempre più rari e minacciati dal disgelo.
Per chi vuole approfondire questa tematica consigliamo di visitare il sito ufficiale e di andare a vedere i percorsi migratori dei gufi monitorati e inseriti con i loro viaggi dettagliati direttamente sul sito, quasi in tempo reale, se pensate che per alcuni gufi si arriva ad un dettaglio relativo a una settimana fa.

Vi invito sempre a seguirmi, se avete domande, curiosità da chiedermi, foto o racconti curiosi, se volete fare una tesi di laurea sui gufi o se volete proporci di condurre una conferenza sui gufi nel vostro paese, scrivetemi qui.