lunedì 6 giugno 2016

Il canto dell'assiolo: come registrarlo - The Scops Owl's hoot

Cari amici di Owlstorytelling... prosegue con entusiasmo il progetto GUFOTUBE

l'unico canale al mondo su YouTube dedicato al mondo dei gufi!



Questo è un bel video con riprese degli assioli in canto... e illustra una sessione di studio di un monitoraggio nel piacentino in cui faccio il correlatore di una tesi di laurea.



Buona visione!

e gufoiscrivetevi a Gufotube!



mercoledì 1 giugno 2016

Mi è sembrato di vedere un gufo sul balcone?!

Il gufo comune è un predatore del quale vi ho raccontato spesso numerose abitudini e comportamenti, è tra i gli Strigidi europei quello che forse più di ogni altro sta manifestando un forte e continuo incremento delle popolazioni demografiche.
Eccezionale nidificazione su un balcone con ben 5 pulli di gufo comune
Questo suo trend si lega indissolubilmente alla forte propensione a colonizzare aree naturali ben conservate ma anche comprensori con ambienti più degradati, come ad esempio le aree urbane e suburbane.
In questo scenario questa sua capacità eclettica si lega indissolubilmente alla consuetudine di nidificare in nidi abbandonati di Corvidi (gazze e cornacchie soprattutto) sebbene siano noti anche episodi di nidificazione sul terreno e persino in nidi artificiali. Qualche tempo fa parlando con Cristina Giosele, era emerso che durante la sua tesi sul falco cuculo nel parmense, fu osservata una nidificazione persino in un nido artificiale su un traliccio.
questo dimostra solamente che in alcune occasioni i gufi comuni possono avere comportamenti insoliti.
Quello che sto per raccontarvi tuttavia è davvero eccezionale. 
In Ungheria è stato registrato proprio in queste settimane un episodio riproduttivo davvero insolito, ovvero una nidiata di gufo comune su un balconcino di un palazzo con tanti piani. 
Una nidificazione del tutto simile a quella che compiono alcuni rapaci diurni anche nelle nostre città. 
Il nido è stato trovato in località Battonya (Ungheria) ed aveva 5 pulli!

I piccoli gufi appena dopo la schiusa protetti dal genitore 

Milan Ruzic, grande ornitologo serbo e amico gufologo, che mi ha segnalato questo insolito nido ha evidenziato che in Vojvodina, 4 anni fa era stato trovato un nido al 4° piano di un edificio con molti similitudini.
Quest’anno in Moravia (Repubblica Ceca) è stato rinvenuto un nido di gufo comune anche su un silos a circa 30 metri da terra. 
Una rassegna di nidificazioni insolite che devono incuriosirci e dimostrano che anche il gufo comune che pare essere lo Strigide meno fantasioso nel selezionare i nidi, in alcune occasioni mostra un eclettismo davvero significativo.
d’ora in poi occhi parte anche a soluzioni insolite, i gufi comuni in europa mostrano forte plasticità nella selezione del sito riproduttivo, aspettiamoci qualche nido insolito anche in Italia. 
Quindi occhio, quando guardiamo fuori dalla finestra...

A questo punto un gufociao e alla prossima gufoavventura!
Il vostro owlstoryteller! 


martedì 10 maggio 2016

Storytelling radiofonico a Radio Popolare a base di canti di gufi e non solo...

Cari amici dei gufi,
oggi una giornata particolare e divertente, trascorsa a Milano dagli amici di Radio Popolare grazie all’invito della gentilissima Cecilia di Lieto ed eccomi catapultato nella bella trasmissione Considera l’armadillo.

Clikka Qui (puntata di maggio 2016) e ascolta l'intera trasmissione che dura circa 27 minuti :
ecco gli argomenti e minuti corrispondenti:
Festival dei gatti  minuto 4.30 e 25.03
Parabole Dodotronic e bioacustica 13.10
Libro sulle Tracce dei gufi 17.20
Libro Gatti e gufi 25.10 
Sentiero dei gufi a Venaus (TO) 22.40
Lucciole e Gufi nel Parco del Castello di Grazzano Visconti (PC) 23.40
Gufotube all'inizio e 26.10

Marco Mastrorilli il vostro Owlstoryteller in trasmissione a Milano per Radio Popolare
Avevo già partecipato un anno fa, ma oggi vi ho fatto visita ed è stato davvero divertente. Un piccolo disguido tecnico iniziale che ci ha impedito di ascoltare per bene i canti dei rapaci e degli uccelli che avevo portato, ma in questa lunga e piacevole chiacchierata abbiamo parlato di gufi e di canti, della parabola e dei microfoni by Dodotronic  con cui ho iniziato a svolgere uscite notturne con il pubblico, del sentiero dei gufi di Venaus, del mio ultimo libro Sulle tracce dei gufi realizzato con gli amici di AIGAE, le uscite notturne che svolgeremo nel Parco del Castello di Grazzano Visconti (PC) dal nome evocativo Lucciole e gufi e nondimeno alla valorizzazione della Val Nure con le serate per vede dal vivo i succiacapre.
Le gentilissima Cecilia Di Lieto pochi istanti prima della trasmissione
Si parla anche di Gufotube, del libro Gatti e Gufi e naturalmente del nuovo grande evento il Festival dei gatti che si svolgerà a Grazzano Visconti il 24 e 25 settembre.
Un grazie a Cecilia e agli amici che ci hanno ascoltato in diretta e a coloro che ascolteranno il podcast! 


Alla prossima avventura gufosa dal vostro owlstoryteller!


gufociaooo a tutti! 

martedì 3 maggio 2016

Il gufo di palude torna a nidificare a Malta dopo oltre un secolo


Mi sveglio stamani e mi ritrovo nella mailing-list WestPalBird (rimbalzata anche su EBN Italia da Andrea Tarozzi che ho rivisto proprio l'altro ieri a Comacchio), una mail del maltese Richard Galea che mi ruba molto più di un gran sorriso: il gufo di palude è tornato a nidificare a Malta. Un grande piacere ed entusiasmo ed eccomi già in rete per annunciarlo anche a voi.
Come sapete mi sono dedicato per tantissimi anni al gufo di palude (e lo faccio tuttora), realizzando una monografia di oltre 200 pagine (il gufo di palude realizzato insieme a Paola Bressan) nel 2011 e numerosi articoli anche in convegni europei e da sempre ricordavo gli episodi di nidificazione di Malta come esempi di qualcosa di davvero incredibile perché se ci pensate stiamo parlando del gufo di palude, specie che leghiamo alle brughiere del grande nord.
Ebbene Galea ci riporta indietro nel tempo, il gufo di palude aveva nidificato un paio di volte negli anni ’80 ma non era riuscito a portare all’involo i piccoli con nidi abbandonati.
Ricordo ancora che con l'amico Luciano Festari con il quale ho iniziato e sviluppato una parte dello studio (tutto quello storico) avevamo contattato gli autori della scoperta e parlavano dell'abbandono del nido con grandissimo dispiacere. Tutto all'epoca viaggiava ancora con lettere e francobolli, prima dell'avvento del web e delle mail

Il pullo di gufo di palude a Malta (ph. R. Galea)
Stavolta Ray Galea, Alvin Farrugia, Daniel Bonnici, Steve Zammit Lupi e Nick Galea di BirdLife Malta hanno monitorato a distanza ed hanno osservato la schiusa di un primo uovo, con il pullo che gode di ottima salute!
Erano note nidificazioni portate a buon termine a inizio del ‘900 (1906 e 1909) e quindi era oltre un secolo che questo splendido Strigide non si riproduceva nell’arcipelago di Malta. 
Questa notizia non fa altro che dimostrare quello che ricordo da tempo, ovvero il gufo di palude prima o poi tornerà a nidificare in Italia, pochi anni fa lo aveva fatto in uno stagno costiero della mia amata Corsica, oggi a Malta, chissà che non sia proprio un’isola italiana ad ospitare il primo nido. Birders e ornitologi attenzione, non a caso uno dei lavori scientifici che avevo presentato in un Convegno italiano di ornitologia a Cervia (realizzato con Andrea Corso e Paola Bressan) aveva messo in evidenza l’importanza della Sicilia per questo splendido volatile.
Comunque oggi è una giornata di sole pieno per chi ama i rapaci notturni, il gufo di palude torna a nidificare nel cuore del Mediterraneo, dimostrando la sua attrazione per gli ecosistemi anche più estremi dell’Europa meridionale.
Ricordo che chi vuole scoprire di più su questo splendido Strigiforme potrà trovare molte informazioni sulla monografia (ediz. 2011) dal titolo Il gufo di palude, il libro più completo su questa specie. per averlo compralo qui.

Un saluto dal vostro owlstoryteller.

lunedì 2 maggio 2016

Il canto dell'allocco - The Tawny Owl's hoot

Cari amici dei gufi è un piacere mostrarvi il mio ultimo video pubblicato su gufotube.... dedicato al canto dell'allocco!

buona visione!



giovedì 28 aprile 2016

Sulle tracce dei gufi booktrailer

Cari amici....

 è uscito il mio nuovo libro

SULLE TRACCE DEI GUFI

godetevi il booktrailer!



per acquistarlo è semplice lo trovate in vendita su www.mastrogufo.it



martedì 19 aprile 2016

Le migrazioni de gufi delle nevi non hanno più segreti, grazie al progetto Tempesta di neve!


Cari amici dei gufi...
parliamo ancora di gufi delle nevi e lo faccio per raccontarvi i dettagli di un incredibile progetto speciale lanciato in America e dal nome assai curioso Project Snow Storm (Progetto Tempesta di neve).

Per spiegarvi e illustrarvi il progetto, vi racconterò la storia di “Baltimore”, il gufo delle nevi più monitorato di ogni tempo, seguito grazie ad un trasmettitore satellitare in giro per il Nuovo Continente.
Un gufo delle nevi con il trasmettitore satellitare del Project Snow Storm (ph. Jim Verhagen)
Questo progetto utilizza infatti il satellite per seguire gli spostamenti dei gufi delle nevi che proprio in questi ultimi decenni, in virtù degli spostamenti incredibili legati anche ai cambiamenti climatici hanno attirato l’attenzione degli ornitologi americani.
Una storia di questi gufi dotati di trasmettitore è davvero degna di nota. Stiamo parlando di un gufo delle nevi maschio liberato nel 2014 presso Martin State Airport di Baltimora. 
Nel 2015, questo gufo è tornato nello stesso sito della liberazione ed è stato ripreso per applicargli nuovamente un trasmettitore con una tecnologia più avanzata, che ha subito dato frutti significativi, come per gli altri gufi. 
Liberato nel febbraio 2015 e soprannominato appunto Baltimore, questo maschio di gufo delle nevi è stato seguito a lungo per verificarne gli spostamenti da un team di oltre 40 tecnici coordinati dall’US Department of Agriculture Wildlife Services. 


David Brincker uno dei responsabili del progetto ha detto di Baltimore, che è probabilmente il gufo delle nevi più monitorato di ogni tempo. Sono stati raccolti oltre 14 punti georeferenziati (GPS) e quindi è stata tracciata con dovizia di particolari la sua migrazione. 
Il 19 dicembre scorso Baltimore aveva raggiunto Amherst Island, celebre hotspot per ornitologi lungo la riva canadese del lago Ontario, dove ha trascorso un periodo a cacciare anatre in palude e arvicole nelle praterie. Dopo un periodo di svernamento lungo le coste del Maryland e del New Jersey, Baltimore ha migrato verso nord ed è stato intercettato nel cuore di Manhattan, dove a mezzanotte è rimasto appollaiato sul tetto di un grattacielo newyorkese a One Penn Plaza. 
Un gufo delle nevi a NY. 
Il suo pellegrinaggio è proseguito a nord, lungo la baia di Hudson e la James Bay sino alla punta settentrionale della penisola Ingava in Quebec a sole 300 miglia dal circolo polare artico. Tra l’estate e l’autunno Baltimore ha proseguito tra scenari ove la tundra domina i paesaggi e i caribù, i lupi e gli orsi polari sono i suoi vicini di casa.
In questo link potete vedere tutto il tragitto migratorio di Baltimore ed è fantastico perché si hanno gli spostamenti segnati ogni 30 minuti! 
Neanche della nostra moglie o fidanzata abbiamo un dettaglio così raffinato degli spostamenti... ma forse è meglio non sapere eh eh! 
Gli spostamenti possono fornirci informazioni persino sulla biologia dei gufi delle nevi, in questa mappa vedete gli spostamenti di un gufo in New Jersey, presso Reed’s beach e i rilevamenti notturni dei gufi che si muovono in mare, lasciano presupporre, come ipotizzato dagli ornitologi di Project Snow Storm, che di notte questi grandi Strigidi, escano in mare per cacciare le anatre di superficie, che dormono cullate dalle onde.
in questa mappa vedete i posizionamenti dei gufi delle nevi e quelli in mare sono stati registrati di notte, si pensa per cacciare le anatre che dormono tra le onde 
Gli ornitologi del Progetto tempesta di neve si stanno prodigando nel monitorare questi gufi poiché si ha la convinzione che il veloce cambiamento climatico che si avverte sul nostro pianeta, possa incidere in modo decisivo sulle popolazioni di gufi delle nevi, che stando a questi ricercatori sono molto meno numerosi di quanto si è creduto per molti anni. Questa specie è in declino e sempre più minacciata ed è per questo motivo che da anni gli americani la sostengono con continue e ripetute donazioni. Ma del resto la popolarità del popolo americano a donare dollari per le cause ambientali non ha nemmeno lontanamente eguali in Italia ed Europa.
qui vedete una mappa con i movimenti in America di 6 gufi delle nevi 
Un progetto affascinante come questo è senza dubbio di grande valore conservazionistico poiché, un po’ come accade per gli squali bianchi (seguiti a loro volta con i satelliti), del gufo delle nevi si conosce poco la sua fenologia migratoria e l'adattamento ai siti riproduttivi, che con il passare del tempo potrebbero divenire sempre più rari e minacciati dal disgelo.
Per chi vuole approfondire questa tematica consigliamo di visitare il sito ufficiale e di andare a vedere i percorsi migratori dei gufi monitorati e inseriti con i loro viaggi dettagliati direttamente sul sito, quasi in tempo reale, se pensate che per alcuni gufi si arriva ad un dettaglio relativo a una settimana fa.

Vi invito sempre a seguirmi, se avete domande, curiosità da chiedermi, foto o racconti curiosi, se volete fare una tesi di laurea sui gufi o se volete proporci di condurre una conferenza sui gufi nel vostro paese, scrivetemi qui. 

giovedì 31 marzo 2016

Stefano Torriani: il disegnatore dei gufi e drawing-show

Cari amici vi segnalo il nuovo video di GUFOTUBE



dedicato a Stefano Torriani

grande illustratore naturalista e disegnatore del manifesto del Festival dei gufi!!!



buona visione!

un gufociao dal vostro Owlstoryteller!



martedì 22 marzo 2016

Perché possiamo dire che il gufo delle nevi prende il sole!


Uno dei rapaci notturni più affascinanti è senza ombra di dubbio il gufo delle nevi, un super predatore per dimensioni ed abilità, unico per il colore bianco e la capacità di adattarsi ad un clima che sembra impossibile e per molto tempo si è pensato che il colore del piumaggio, bianco, fosse un arma letale e fondamentale per sopravvivere in una terra coperta di ghiacci come il circolo polare artico.

Il gufo delle nevi in caccia ph. Costina
Nel corso degli ultimi due decenni, il fenomeno del disgelo sta modificando le abitudini di questi animali che si avvicinano sempre più alle aree popolate dall’uomo, un pò come accade per l’orso polare, il cui areale dei ghiacci restringe ogni anno di qualche km. 
Un recente studio, pubblicato da una delle più importanti riviste scientifiche di ornitologia, Ibis, ha posto nuovi limiti alle capacità dei gufi delle nevi.
Il team canadese condotto da Gary Bortolotti, ha studiato le popolazioni artiche di gufo delle nevi cercando di avviare la migliore e più completa comprensione dell’evoluzione dei segnali animali in questa specie. Esistono infatti alcuni dispostivi visivi che accentuano le capacità di adattamento della specie tra i ghiacci.
E’ stata svolta una ricerca che aveva come priorità la verifica del piumaggio bianco come un segnale sociale e, in caso affermativo, come colorazione quali fossero gli adattamenti comportamentali per migliorare l'efficacia del segnale. 
Per avere una buona efficacia lo studio ha evidenziato 3 predizioni, secondo una teoria che prevede:
 - le proprietà del colore bianco o screziato del piumaggio dovrebbero variare in tutto il corpo e nello studio si intendeva valutare, se alcune parti più chiare fossero coinvolte in questo sistema di segnali visivi.
- i display specifici (ovvero i comportamenti della specie) che richiedono attenzione o migliorando il rilevamento o vistosità di conspecifici dovrebbero essere evidenti; 
- posizione dei segnalatori deve essere tale che l'efficacia del segnale è ottimizzato. sono stati supportati tutti i tre predizioni. 
Le aree più chiare del piumaggio (in particolare il viso, collo e seno superiore) sono quasi immacolati e bianchi e risultano molto efficaci in ambienti aperti, nelle lande desolate  con distese di neve e ghiaccio. 
Gli uccelli osservati e studiati hanno mostrato una curiosa predisposizione. Si tratta di una postura specifica con la quale tendono a orientare verso il sole, preferibilmente nelle giornate di sole, le parti più candide del piumaggio per accentuare l'effetto mimetico. Mentre i gufi, specie le femmine con parti screziate, sembrano scegliere con maggior frequenza rispetto ai maschi i posatoi sul terreno ove le rocce o parti senza neve rendano più efficace il loro mimetismo.

Se il piumaggio non é candido, i gufi delle nevi sostano sul terreno  ph. Costina
In sostanza questo interessante studio, evidenzia che i gufi delle nevi sono coscienti della loro capacità mimetica e integrano alla colorazione, il comportamento e la selezione dell'ambiente e dell'habitat per massimizzare l'efficacia dei loro dispositivi visivi.
Insomma se Harry Potter ce li aveva resi simpatici, da oggi i gufi delle nevi ci sembreranno ancor più intelligenti e sapienti nel approfittare delle loro capacità mimetiche. Quale che è certo è che a quelle latitudini estreme, non si abbronzeranno. 
La scienza va avanti e il vostro owlstoryteller vi aiuta a scoprire i segreti dei gufi.
Se volete pormi domande, se volete partecipare alle mie attività di ricerca sul campo, se volete fare una tesi di laurea sui gufi non esitate a contattarmi scrivendo qui.

Un gufociao dal vostro owlstoryteller. 

martedì 23 febbraio 2016

Il gufo “bianco” trascorre l’inverno in Serbia


Abbiamo già in passato parlato su questo blog delle anomalie di colore dei piumaggi dei gufi (ecco qui il link) e per questo oggi più che esporvi un approfondimento, voglio segnalarvi un caso di svernamento insolito di gufo comune (Asio otus) in Serbia riportato da Ivan Djordjevic, ornitologo locale.
Ricordo il film di Francesco Nuti, Tutta colpa del Paradiso, dove uno dei protagonisti era un ricercatore di stambecchi che cercava la “bestia” ovvero lo stambecco bianco e faticava non poco a trovarlo, qui invece la ricerca è stata facilitata da una segnalazione.
Infatti nella regione del Banat nel Nord della Serbia era presente un roost di gufi comuni all’interno di una scuola (frequenti questi episodi “scolastici” anche in Italia leggi qui), e quando il direttore del plesso scolastico ha informato Djordjevic della presenza di un gufo bianco, la curiosità ha davvero messo le ali al “nostro prode ornitologo” che si è recato sul posto ed ha verificato la presenza di questo individuo completamente bianco.
Le foto sono di Ivan Djordjevic. Febbraio 2016.



Pur ipotizzando che si possa trattare di un soggetto albino, in realtà il fatto che non sia stato possibile vedere il colore degli occhi ha impedito con certezza di escludere che si tratti (sebbene sia meno probabile) di un soggetto leucistico.


Sono in corso ulteriori rilievi, appena saprò qualcosa di nuovo aggiornerò il blog.
Nel frattempo vi segnalo anche questo dato interessante di un individuo albino ritrovato in Bielorussia ed oggi tassidermizzato e conservato presso il Museo zoologico universitario di Minsk. Il ritrovamento in quel caso risaliva all’8 agosto 1998. 


Nel nostro caso invece, per fortuna, il gufo comune “bianco” serbo sta bene e chissà che non decida di spostarsi dalla Serbia e magari farci visita.
Occhio quindi al Gufo bianco!
Per qualsiasi informazione, curiosità sui gufi potete scrivermi qui.
Ringrazio Milan Ruzic per la segnalazione e Ivan Djordjevic per le immagini.

Un gufociao dal vostro owlstoryteller!