lunedì 18 luglio 2016

Due workshop e grandi emozioni nel cuore della Sardegna, alla ricerca di Sa Stria, il barbagianni sardo

Alla parola Sardegna scatta per associazioni di immagini una sequenza irresistibile di paesaggi marini con spiagge sabbiose e acque turchesi, graniti a picco su distese color cobalto e il desiderio irrefrenabile di un tuffo in acque così cristalline; ma la Sardegna è molto di più... e per un gufologo vuol dire barbagianni sardo, un autentico e prezioso endemismo sardo-corso. E non solo...
Barbagianni sardo Tyto alba ernesti ph. Bobore Frau (Salvatore)
Ed è in questo orientamento che mi sono ritrovato nel cuore della Sardegna per raccontare la vita degli Strigiformi in due coinvolgenti workshop realizzati a cavallo di giugno e luglio di quest’anno, durante i quali ho incontrato tante persone davvero motivate e interessate ad approfondire una tematica che proprio in questa grande isola potrebbe riservare grande soddisfazioni.
Due eventi ai quali hanno partecipato, sfidando il caldo e il periodo estivo un gran numero di appassionati di natura, guide AIGAE, fotografi e curiosi arrivati da ogni angolo della Sardegna.
locandina workshop sardi
Marco Mastrorilli durante uno dei suoi workshop 

Quando qualche tempo fa mi ha contattato l’ottima guida locale Giovanni Pischedda, alla proposta di organizzare un workshop ho aderito con entusiasmo, specie se consideriamo che quest’ultimo si è trasformato ben presto in un duplice appuntamento.
Una volta definite le date, raccolte le adesioni entusiastiche a questo workshop è arrivato ben presto il giorno della partenza. 
E così al mio arrivo a Cagliari alle 9 del mattino ha fatto seguito nemmeno un paio d’ore dopo la partenza del primo appuntamento fissato a Vallermosa, in una regione davvero particolare, famosa per la produzione della pera camusina.  Ci troviamo nella regione del Campidano.
La pera camusina in Sardegna ph. M. Mastrorilli

Scoprirò poi con Giovanni che spesso questi alberi da frutta erano posizionati lungo i sentieri per consentire ai viandanti e ai pastori di trovare sempre frutti freschi a disposizione durante i loro movimenti.
Ma torniamo a noi, perché siamo qui per parlare di gufi! 
E una delle cose più interessanti è scoprire i nomi attribuiti ai vari uccelli e rapaci in dialetto sardo...
Facciamo qualche esempio, l’assiolo che sarà protagonista delle nostre serate sarde viene chiamato tzonca o Assoggi. Se parleremo della civetta, Giovanni mi svela che viene chiamata Cuccumeo o Cuccumiao. E il barbagianni, vero gioiello endemico sardo? 
Beh il nome è curioso, Giovanni lo chiama Sa Stria, ma in altre zone viene chiamato: istrìa, istriga, istrullu.
Intanto a Giovanni che mi è venuto a prendere all’aeroporto di Cagliari, non è solo c’è anche il giovane Luca Cuccu (così soprannominato da Giovanni) che ha dentro di se un grandissimo entusiasmo e con il quale spero di poter intavolare presto un futuro di collaborazioni, specie sui nidi artificiali sul suolo sardo.
La partecipazione a questo primo workshop è di circa una ventina di persone e questo ha avuto luogo all’interno del neo CEA Centro di educazione Ambientale fortemente voluto da Sardegna 360°, la realtà operativa gestita dal caro amico Giovanni, capo delle guide AIGAE dell’isola.
Al corso, dopo la presentazione del sindaco Francesco Spiga, interviene un pubblico eterogeneo e molto motivato ed interessato, sebbene una prevalenza di guide emerga sul gruppo. Iniziamo con una lezione basata sulle caratteristiche generali degli Strigiformi con particolari riferimenti a quelli sardi.
Poi c'è una parte dedicata al playback e alle tracce dei gufi ed infine il laboratorio delle borre e delle penne, una parte pratica che entusiasma sempre i partecipanti. 

Libri e appunti di Barbara una dei corsisti ph. Barbara Sciarra
Marco Mastrorilli si parte con il corso ph. Barbara Sciarra
La lezione sulla fitness degli allocchi 
laboratorio pratico ph. Giovanni Pischedda
Il confronto tra borre e penne di civetta recuperate in Sardegna da Luca ed altre portate da me da casa ph. Marta Locci
Al termine del corso intensivo sui gufi, dividiamo l’uscita in due parti. 
Una prima parte dopo esserci gustati una pizza con tutto il gruppo, prevede un’uscita notturna che ci porterà a contatto con una zona dove prevalgono lecci, un impianto di conifere artificiale e tratti di macchia mediterranea. 
E dopo essere stati accolti da un assiolo maschio in lontananza, iniziamo la prima parte della serata ricercando il succiacapre, che Strigiforme non è ma è comunque una specie che amo moltissimo!
Ne troviamo uno subito, ma è lontano e non pare interessato ad avvicinarsi molto a noi. 
Ma l’entusiasmo nei ragazzi e ragazze presenti sta crescendo quindi ci incamminiamo e al  terzo tentativo troviamo un maschio di succiacapre che ci “aggredisce” diverse volte con planate e voli sfarfallanti che diffondono una grande soddisfazione nei partecipanti.
Lasciato il nostro prode succiacapre, ci mettiamo alla ricerca degli assioli. Ne troviamo alcuni, ma è vicino al parcheggio che abbiamo un bell’incontro. 
Un’assiolo è tanto aggressivo che mostra un carattere indomito al punto tale che si lascia illuminare e lo possiamo osservare per molti minuti, con una certa facilità a breve distanza. 
Assiolo ph. Bobore Frau

Marco Mastrorilli lancia i richiami degli assioli per il playback (ph. Mara Battilana)
Una foto di gruppo del primo workshop ph. Giovanni Pischedda
Località Is Prunixeddas regno di succiacapre e assioli 
L’entusiasmo è davvero salito a livelli vertiginosi... certo se trovassimo un barbagianni sardo sarebbe il massimo.
In Sardegna vive un vero endemismo (sottospecie presente in Sardegna e Corsica) il barbagianni sardo Tyto alba ernesti.
Di fronte a questo splendido animale penso che tutto il gruppo potrebbe sciogliersi dall’emozione. e qui entra in gioco Luca, che ci propone di tornare a Vallermosa e di muoverci nei pressi del Centro di educazione Ambientale dove si è tenuto il corso perché ci racconta che vederli dentro il paese non sembrerebbe difficile.
Ovviamente però c’è da muovere un gruppo, siamo in tanti e quindi posso ipotizzare che potrebbe non essere così semplice.
Rientrati a Vallermosa, Giovanni sta per chiedere a Luca Cuccu dove potremmo cercare il barbagianni sardo, ed eccolo questo “irriverente rapace” irrompere sulla scena come una superstar che vuole chiudere il concerto. 
In volo silenzioso, ma talmente vicino a noi che riusciamo a illuminarlo con facilità. E’ splendido. 
Un avvistamento che da solo vale il workshop!
A questo punto lancio i richiami e comincia un vero show: pur non rispondendo a livello vocale, mostra la sua territorialità compiendo ripetute planate e voli tra un tetto e l’altro che ci permettono di vedere un vero gioiello naturalistico italiano. 
Un regalo a tutti i partecipanti del nostro workshop ed un grazie speciale a Luca, che poi mi racconterà che a Vallermosa vivono probabilmente diverse coppie di barbagianni.
I saluti a tutti i partecipanti (uno in particolare alla vegana Barbara con il quale ho condiviso il pranzo!) che ricorderò con piacere. 
Ormai è ora di andare farsi una doccia, perchè il caldo nonostante l’ora tarda si fa pressante. 
Oggi è stata una giornata intensa sveglia alle 4.30, aereo al mattino arrivo alle 9 a cagliari e poi full immersione dalle 10 alle 2 di notte... questa è la mia passione per i gufi!! 
Il venerdì che ci aspetta è di relax, il secondo appuntamento di studio in Sardegna si terrà sabato.
Il giorno seguente dopo aver salutato Luca lasciamo Vallermosa, piccolo centro nel cuore del Campidano per tornare a Cagliari, perchè Giovanni mi porta dapprima a vedere i fenicotteri nel parco del Molentargius. 
Il parco "urbano" del Molentargius a Cagliari (ph. Marco Mastrorilli)
Una serie di bacini salmastri dove questo splendido ed elegante uccello dal piumaggio rosa è il vero padrone e simbolo della riserva. 
Un pò di BW, ma poi Giovanni mi porta a Poetto beach, la seconda spiaggia urbana più grande al mondo dopo quella di Rio de Janeiro. 
La voglia di un bagno cresce, ma decidiamo di goderci un chinotto fresco e una splendida apizza... una sfogliatina a base di pizza davvero favolosa! 
Poetto beach a Cagliari  ph. M. Mastrorilli
Chinotto e a pizza in riva al mare ph. M. Mastrorilli
Un aperitivo sardo... prima di addentrarci per andare gustarci un pranzo nel entro terra sardo.
Ed è così che ci avviciniamo a Pau, sede dell’ultimo workshop, ma prima di raggiungerlo c’è da mettere in agenda la sosta culinaria... 
Arriviamo a Pompu, nel cuore della Marmilla, presso il ristorante di Ciccio, il Prexiu Art & Pub, ed è qui che ci gustiamo il Su Succo, piatto tipico sardo con formaggio e capelli d’angelo gratinati al forno e poi delle favette fresche (buonissime) e una bella grigliata, super abbondante! 
Favette sarde ph. M. Mastrorilli
grigliata da gustare!!! ph. M. Mastrorilli
Su Succo specialità sarda ph. M. Mastrorilli
A questo punto una volta saziato l’appetito ci dirigiamo verso Pau, meta del secondo workshop organizzato da Sardegna 360°. 
Pau è una località molto particolare poiché si trova sui pendi del Monte Arci e deve la sua notorietà all’oro nero della preistoria; ovvero l’ossidiana. 
L’ossidiana possiamo definirlo un vero vetro vulcanico ed in passato, ai tempi del neolitico l’uomo la lavorava per ottenerci pugnali, coltelli, lame e utensili.
Oggi un parco protegge questo comprensorio e un Museo dell’Ossiadiana è visitabile all’interno del borgo. 

Lo splendido museo dell'Ossidiana a Pau 
una tavola che spiega come veniva lavorata l'ossidiana nel neolitico 
Una moderna scultura in ossidiana al Museo di Pau
Un museo splendido e grazie a buoni uffici di Giovanni conosco la bella, simpatica e competente guida del museo Emanuela, che mi condurrà alla scoperta di un mondo che non conoscevo, ma consiglio a tutti di andare a scoprire. 
Ecco l'ossidiana tra le mani della bella e molto brava guida Emanuela ph. M.Mastrorilli
Lasciato il Museo ci rechiamo più in alto nei pressi di  Sennixeddu  dove è presente un campeggio con splendidi bungalow che si trovano proprio nell’officina preistorica dell’ossidiana. 
Il mio bungalow per due notti ho vissuto in un bosco di sughera! fantastico! ph. M. Mastrorilli
Ovunque camminando si trovano questi resti neri lucenti che altro non sono che resti di ossidiana! 
Ricordiamo che sebbene prevalga il desiderio di portarli a casa come ricordo, la raccolta e il prelievo è vietato e la sanzione di 500 euro dovrebbe essere un buon dissuasore.
Prima di recarci a cena, facciamo un salto in un punto panoramico chiamato Beda Manca dal quale si possono osservare gli stagni di Cabras alle porte di Oristano. Qualche foto ve la regalo, perché la distesa di macchia mediterranea ai nostri piedi e la vista sono di quelle che lasciano senza fiato. Magia della nostra vecchia Italia! 
Gli stagni di Cabras ph. M. Mastrorilli
Passata la serata in compagnia del sindaco, degli assessori e di una compagnia teatrale ci rilassiamo prima della intensa giornata relativa al secondo workshop. 
Sarà l’occasione anche per conoscere Bruce Myers invitato dal Museo dell’Ossidiana di Pau, attore inglese di fama internazionale sulle scene da 40 anni con Peter Brook, per 6 giorni di intenso lavoro sul testo Antonio e Cleopatra di Shakespeare.
Il famoso attore inglese Bruce Myers, che trovate anche su wikipedia 
Il mattino seguente, ci ritroviamo catapultati in una piacevole nuova edizione di un workshop che ho capito esser stato apprezzato. 
Il sindaco Franceschino Serra e i due assessori all’ambiente e alla cultura sono presenti insieme ai corsisti e non è cosa da poco perché il caldo oggi è davvero opprimente.
Considerando che i due assessori sono due splendide e simpatiche ragazze (Alessia e Marianna) è stato un motivo di ulteriore piacere partecipare a questo workshop.
Beh devo ammettere che da quando sono sbarcato in Sardegna ho notato che le ragazze sarde sono davvero carine e simpatiche! Ma questa è un’altra storia... forse evadiamo troppo dal tema Gufi!
E poi per molti, la giornata è solo il preludio ad una serata che vedrà l’ennesima riedizione di Italia Germania 4 a 3 di Mexico 70. Anche se poi oggi sappiamo che l’armata guidata da Antonio Conte, in quella serata sarà sconfitta ai rigori! 
Noi peraltro non vedremo la partita perché insieme ai corsisti ci tufferemo alla ricerca di gufi, assioli, civette....
Al corso ci sono molte partecipazioni, ed è un piacere conoscere dal vivo la simpaticissima Rosa Parini, con il quale sono amico di penna su facebook da almeno un paio d’anni. Rosa si è sciroppata un bel pò di km perché vive nel nord della Sardegna ed averla qui nel mio workshop è un piacevole sorpresa.Il corso si svolge in modo simile a quello di Vallermosa, qui diamo maggiori risalto alle vocalizzazioni ma anche stavolta grande successore laboratorio di borre che son andate a ruba!
laboratorio pratico sulle borre (ph. Luca Selis)
L'assessore, la bella e simpatica Marianna si diverte nel laboratorio pratico delle borre (Luca Selis)
Con Rosa Parini al workshop di Pau: un vero piacere incontrarla (ph. Rosa Parini)

Il corso parte, fa davvero caldo ma ancora una volta è piacevole rilevare un grande interesse da parte dei partecipanti.
Finalmente si arriva a sera... e stavolta la cena la faremo all’interno di una foresta, un posto davvero scenografico!
Ci troviamo a tu per tu persino con un bel pipistrello sardo che dormicchia in un tronco.
sizimurreddu che tradotto dal sardo vuole dire  pipistrello ph. Marianna Scebba
Alla fine dopo esserci soffermati a mangiare si parte per l’uscita notturna che si rivelerà meno proficua di quella svolta a Vallermosa. ma gli assioli non tradiscono mai... e quindi pur non vedendoli ne localizziamo almeno 4 in canto che si avvicinano molto, a volte paiono vicinissimi ma scovarli tra le fronde alte dei pini non è facili e il risultato è che li abbiamo potuti solo ascoltare. 
Certo a Vallermosa è andata forse meglio, come avvistamenti ma a Pau l'emozione è stata comunque grande.
Anche questa serata si avvia alla conclusione e prima di salutare tutti i partecipanti ricordo a tutti quanto potrebbe essere bello e affascinante studiare i rapaci notturni sardi pertanto cercherò in questi prossimi mesi di studiare una sinergia per poterli monitorare. 
La promessa è di tornare magari organizzando un workshop aperto ai non isolani. 
Cosa resterà di questo incontro ad un gufologo innamorato del Mediterraneo... ?
Aver chiacchierato con guide locali, birdwatchers e fotografi mi ha permesso di intuire che la Sardegna ha un potenziale nascosto davvero prodigioso in tema Strigiformi che andrebbe scoperto! 
Il gufo comune ad esempio, in Sardegna dovrebbe essere presenza sporadica ma ho visto foto scattate in Sardegna (fatte da alcuni corsisti) e ascoltato racconti di osservazioni che mi fanno pensare... forse questa specie potrebbe essere più comune di quanto si pensi.
Il gufo comune con una foto scattata in Sardegna da uno dei miei corsisti ph. Bobore Frau
Anche lo studio del barbagianni sardo (Tyto alba ernesti) meriterebbe considerazioni e studi, ed  anzi ci siamo lasciati con la promessa di tentare di sviluppare uno studio su questo endemismo.. 
Che ne dite ci proviamo???
Il giorno dopo si parte per tornare a Milano Linate... peccato. 
E voi? Siete stati bravi che avete letto tutto il post, davvero lungo... ma l’esperienza è stata davvero intensa ed emozionante, tanto che vorrei l’anno prossimo organizzare un workshop in Sardegna aperto a tutti e in particolare ai non residenti!! 
Cosa ne pensate?
Importante, questo duplice corso era patrocinato da AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche) e quindi dava crediti formativi, essendo legata all’ultimo libro Sulle tracce dei gufi. Se qualcuno di voi, volesse organizzare anche nel suo territorio un corso di biologia ed etologia dei rapaci notturni, un workshop pratico e teorico, sono disponibilissimo, chiamatemi e proviamo ad organizzarlo!  
Se dovete scoprire angoli di Sardegna dimenticati vi consiglio di contattare Giovanni di Sardegna 360°  guida davvero esperta e grande conoscitrice di tutta la Sardegna. 

A questo punto per inviti, collaborazioni, nuovi corsi o altro scrivetemi qui. 

Un gufociao dal vostro owlstoryteller! 



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