venerdì 24 aprile 2015

Un commercio di gufi indiani da brividi! Ecco cosa emerge da un interessante libro edito da Traffic India

E’ venuto il momento di cominciare a postare la miriade di informazioni, notizie e racconti legati ai gufoviaggi fatti in America, Olanda, Francia e Belgio.
Il racconto di oggi però, non è legato a luoghi, eventi o persone, visitati o conosciuti durante le avventure gufose in giro per il mondo ma è una recensione e descrizione di una pubblicazione che mi ha toccato davvero.
Si tratta di un libro che mi ha regalato David Johnson, direttore del Global Owl Project, grande ornitologo e caro amico: il libro è “imperilled custodians of the night: a study on illegal trade and use of owls in India.”

Alcuni gufi indiani catturati per essere venduti (cita. fotografica WWF Traffic india)
Si tratta di una monografia, un report che è un vero pugno nello stomaco e sono convinto che ne converrete una volta letto quanto accade ai gufi indiani.
Il libro è il frutto di un lavoro sconvolgente, dettagliato, profondo nei contenuti e nelle descrizioni ed è stato redatto da Abrar Ahmed. 
Un libro che tratta il traffico illegale (perché i gufi dal 1972 con il Wildlife Act sono animali protetti anche in India) di questi predatori notturni sollecitati da una richiesta enorme dall’estero perché alcuni animali finiscono nella case di collezionisti o gufomaniaci, ma anche da una richiesta interna poiché tradizioni locali ne fanno un animale molto richiesto. 
I gufi peraltro sono predatori che in passato erano stati persino venerati ed raffigurati accanto ad importanti divinità, ma oggi, gli interessi di alcuni trafficanti, senza scrupolo, stanno creando significativi problemi. 
Alcuni articoli che trattano il commercio illegale di gufi (Archivio WWF Traffic India)
Pensate che nel subcontinente indiano sono censite 32 specie diverse di Strigiformi e per ben 15 di queste, Abrar Ahmed ha rinvenuto episodi o frequenti flussi commerciali di questi animali.
Le specie in questione, sono in alcuni casi molto rare, vi riporto la lista perché possiate farvi un’idea della gravità della situazione denunciata da questo report pubblicato dal WWF Traffic:
Athene brama (la più commercializzata insieme a B.bengalensis)
Tyto alba
Bubo bengalensis
Glaucidium radiatum
Otus bakkamoena
Ketupa zeylonensis 
Ketupa flavipes
Strix ocellata
Glaucidium cuculoides
Glaucidium brodiei
strix leptogrammica
Otus sunia
Tyto longimembris
Bubo nipalensis
Bubo comandus
Il prelievo continuativo di questi animali (come giovani, adulti e persino delle uova) è una gravissimo problema poiché incide in modo davvero significativo sul depauperamento delle comunità selvatiche di questi rapaci notturni.
L’autore pone l’accento marcato su questa forma di export sommersa, supportata da autentici Bird-traders illegali che danno origine a flussi commerciali con metologie di trasporto talvolta incivili che possono incidere notevolmente sulla sopravvivenza dei gufi commercializzati.
Alcune indagini condotte negli scali aereoportuali inglesi e americani avevano evidenziato numerosi tentativi di immissione in queste nazioni di gufi commercializzati illegalmente. Oggi, il commercio pur avendo subito notevoli rallentamento è ancora una realtà esistente, specialmente per alcune specie rare destinate afacoltosi collezionisti e persino per alcuni zoo privi di scrupoli che hanno aperto nuove rotte di commercializzazioni oltre a quelle europee e americane, ove al contrario, gli animali finiscono talvolta nella case di ignari acquirenti, convinti di aver comprato un gufo nato in cattività. 
Un gufo imprigionato (Archivio WWF TRAFFIC India)
Abrar Ahmed ha inoltre evidenziato, nel suo report pubblicato in questo volume, una inquietante sequenza di usi e uccisioni di gufi che hanno dell’incredibile, specie nel terzo millennio.
Il libro ad esempio, evidenzia alcune tradizioni locali che si ripercuotono sulla fauna locale evidenziando un sistema di prelievo e vendita davvero ramificato, spesso con numerosi passaggi locali da venditori ad altri.
La magia nera o Black magic costituisce una voce importante di soppressione di gufi in natura, seppur meno di quella dell’export per collezionismo e falconeria. 
L’uso di gufi nella magia nera, per celebrare rituali e pratiche che trovano le radici nella notte dei tempi, costituisce un driver incisivo ed eclatante nel commercio segreto e silente di questi predatori della notte.
Gli stregoni indiani praticando i loro riti magici e propiziatori prescrivono con regolarità l’uso di gufi e parti di questi come il cranio, l’occhio, gli artigli, il cuore, il grasso, i reni, il fegato, il becco e persino le uova praticamente non si scarta nulla!
Il Progetto Traffic India (che ha pubblicato questo volume) ha tra i suoi scopi quello di sensibilizzare l’opinione pubblica locale sull’utilità e sugli effetti benefici dei gufi negli ecosistemi naturali, ricordando agli agricoltori che questi predatori possono contenere fortemente le popolazioni roditori che infestano le campagne.
Traffic India e il WWF in generale, evidenziano che tale pressione sui gufi si intensifica per la festa della luce che si tiene il 5 novembre intorno a Diwali. 
Considerati animali capaci di vedere nelle tenebre, in quella festa mangiare gli occhi alimenta la “stupida” superstizione che queste parti dei gufi possano agevolare le capacità umane di percepire il futuro e di vedere quello che altri non vedono. 
Il governo indiano sta sostenendo questa campagna intensa di sensibilizzazione e plaude l’impegno di Traffic India che ha smascherato altri grandi momenti di autentica persecuzione verso i gufi indiani. 
vendita di parti di gufi (Archivio WWF TRAFFIC India)
Le cosiddette “street performance” oltre a vedere come protagonisti i cobra, gli elefanti, iguane e altro... in India trova come protagonisti anche numerosi gufi autentici zimbelli per turisti. 
Qui l’impegno da parte di americani ed europei, potrebbe essere semplice quanto incisivo, basterebbe non alimentare queste forme di esibizionismo fine a se stesso. Noi occidentali siamo responsabili anche di questo, ma del resto non dimentichiamoci i deliranti spettacoli di orsi danzanti dell’est europeo o dei circhi che talvolta maltrattavano gli animali.
Gufi tristemente trasformati loro malgrado in Street Performer! (Archivio WWF Traffic India)
Altri animali finiscono in collezioni di privati come animali tassidermizzati, perché ahimè anche questo commercio è tutt’altro che esaurito.
Anche le vendite illegali per alcuni zoo dispersi in località sperdute del mondo che non seguono le disposizioni obbligatorie per queste strutture dettate da CZA (Central Zoo Authority) che proibiscono acquisti di animali prelevati in natura, costituiscono forme di commercio che spesso colpiscono specie rare.
Sfogliando le pagine giungiamo a pagina 47 dove compare la voce più assurda ed inquietante: gufi uccisi per essere venduti come alimenti: incredibile ma vero!
Alcune tribù paiono preferire i gufi reali, altre invece i barbagianni, ma abbiamo persino tribù che amano mangiarsi il gufo pescatore, una specie davvero rara.
Altra causa di morte e persecuzione autentica è l’uso dei gufi nelle medicine folkloristiche e tradizionali del loro Paese.
Alcune parti di gufi finiscono infatti in molte medicine e rimedi davvero strampalati che trovano fondamento in tradizioni millenarie. 
Per curare i reumatismi, ad esempio, in India si consiglia di mangiare la carne di gufo, ma vi è persino qualcuno che attribuisce ai gufi anche proprietà, una volta cucinati, davvero afrodisiaci!
Ma non finiscono qui le attrazioni fatali per i gufi: la capacità di attirare altri uccelli che aggrediscono i gufi in pieno giorno con quello che è definito come mobbing, è un comportamento degli uccelli verso gli Strigidi, aspetto etologico che persino gli antichi romani sfruttavano con le civette per catturare le allodole. 
In India, i gufi sono usati come zimbelli, per richiamare altri uccelli rari che poi sono catturati e rivenduti sul mercato! 
Nondimeno per finire, alcune tribù indiane usano anche i becchi e le penne come ornamenti. 
Come potete intuire alcune di queste attività persecutorie sono legate a tradizioni indiane o locali ma per molti dei gufi catturati c’è una diretta responsabilità degli occidentali, ovvero è anche colpa nostra. 
E’ nostro compito, anche di owl-storytelling quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, molti degli animali commercializzati in Italia sono probabilmente in regola con certificati CITES e altro, ma ricordate che altri potrebbero non esserlo. Nel dubbio, per non alimentare il commercio illegale e se vogliamo bene ai gufi, lasciamoli liberi in natura. Riflettiamo su questo report pubblicato sul commercio indiano e no dimentichiamo che solo in Asia, questo commercio è probabilmente diffuso e meno controllato anche in Cina, Pakistan e in tante altre zone limitrofe. 
Un problema in questa regione del mondo davvero diffuso e radicato, sul quale è doveroso riflettere ricordando che buona parte di questi gufi sono destinati a noi occidentali e forse un freno lo possiamo mettere. 
Il loro regno è vivere liberi in boschi, foreste, aree agricole e non c’è nulla di più bello che vederli volare in natura.
Per qualsiasi domanda sui gufi e sul traffico illegale dei medesimi scrivetemi gufotube@gmail.com
Vi consigliamo di leggere qui ulteriori informazioni (nel sito WWF) http://www.wwfindia.org/about_wwf/enablers/traffic/

il libro sul traffico illegale dei gufi in India
Qui vi segnalo i dettagli del libro: Ahmed A., 2010. Imperilled Custodians of the night: A study of illegal trade, trapping and utilization of owls in India. Traffic India/ WWF India. 
Un plauso sincero e intenso da parte mia ad Ahmed per questo splendido lavoro. Grazie!
Seguitemi sul blog diventando lettori fissi, clikkando sulla destra. 



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